Armonie d'Arte Festival ricorda l'artista onirico Lindsay Kemp

La kermesse ricorda il rivoluzionario maestro di danza recentemennte scomparso che si era esibito sul palco di Roccelletta di Borgia nel 2013

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di Redazione
27 agosto 2018
10:43
Chiara Giordano e Lindsay Kemp a Scolacium nel 2013
Chiara Giordano e Lindsay Kemp a Scolacium nel 2013

La spettacolare performance attoriale Le Quattro Stagioni - il Balletto del Sud è andata in scena il 25 agosto, nel magico scenario di Scolacium, a Roccelletta di Borgia, ad Armonie d'Arte Festival, uno degli appuntamenti artistici della stagione 2018, dedicato alla grande danza. L'opera è stata rappresentata nel giorno della scomparsa del celebre coreografo, ballerino, attore e mimo britannico, Lindsay Kemp.

 

Armonie d'Arte Festival ricorda il rivoluzionario maestro di danza, defunto a Livorno. L’artista si era esibito sul parco di Roccelletta di Borgia nel 2013. Il direttore artistico, Chiara Giordano, lo ricorda con queste parole: «Il festival ha vissuto Lidsay Kemp al Parco Scolacium, solo pochi anni fa. Una presenza breve, una lezione lunga. Un connubio di concentrazione e sorriso, show e poesia, genio e carisma: un maestro. Nelle luci di Scolacium, - continua - in una calda sera estiva senza vento aveva inscenato "Le troiane", la tragedia di Ecuba da Euripide e Seneca con l'ensemble di un altro grande Maestro, Micha Van Hoecke. Lindsay Kemp vestiva il ruolo di Ecuba, in una memorabile produzione».

 

«Ogni anima è preziosa – afferma Giordano, ricordando il maestro - e compone il fiume di un'umanità che scorre nel tempo come fosse sempre esistita, e da qualche parte in qualche modo lo sarà; forse nei mondi dello spirito lo è. Ma quando va via chi l'anima l'ha sondata ed espressa, con quella scintilla di divino che è la creatività, ancor più artistica, regalandola a tutti gli altri uomini, ci si sente più orfani; e se quell'anima, quell'Uomo, hai avuto modo di incontrarlo sul tuo cammino, allora il ricordo personale ti conforta, e diventa un bisogno e un dovere etico condividerlo».

 

Il mito Lindsay Kemp nel 2013 appariva, già anziano, in una sorta di immobilità scenica.  «Pochi gesti che però rivelavano una sapienza antica, - spiega il direttore artistico - una tensione emozionale vivissima, una visione del teatro e della danza lungimirante. Nei pochi giorni della sua permanenza, persino nella ufficiale e partecipatissima conferenza stampa, dispensava luminosità, colore, non sgargiante, lieve e "profumato", come può solo chi naturalmente ne è dotato».

 

«Kemp era uno di quegli artisti – ricorda la Giordano - con il dono, dentro e fuori la scena, di "spostare l'aria" nei suoi ingressi, di "muoverla musicalmente" nelle sue movenze, di "lasciarla vuota" nelle sue uscite.  E così questa ultima uscita di scena, ancorché dolorosa per tutti, la pensiamo come le altre, con il passo della fantasia, la sua fantasia, che ha donato e insegnato a tutti attimi di sogno, da conservare, da raccontare».

 

 

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