Il reportage

Reggio, viaggio nel paradiso perduto di Pellaro: area costiera da bandiera blu affogata da rifiuti e incuria

VIDEO | Torrente Fiumarella assediato da canneti e immondizia, depuratore da potenziare e sulla spiaggia non balneabile i resti arrugginiti di un ecomostro. La denuncia dei cittadini: «Noi non ci arrendiamo ma dove sono le istituzioni?» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Anna Foti
28 luglio 2022
20:21

A Pellaro, nella zona Sud di Reggio Calabria, il potenziale turistico, facendo duramente i conti con il degrado perenne, invece di far decollare economicamente il territorio resta sepolto sotto cumuli di rifiuti. Non basta una distesa azzurra dove il vento soffia trecento giorni all’anno e dove da tutto il mondo vengono a praticare il kitesurf.

Qui invece di lavorare per far sorgere il Parco del Vento e per il conseguimento della Bandiera Blu, a distanza di centinaia di metri tra loro convivono spiagge e acque di qualità diametralmente opposta (classe eccellente e Punta Pellaro e classe scarsa a Pellaro Lume) e continuano ad essere negati i servizi essenziali.


Non solo Arghillà, Ciccarello e Rione Marconi. Purtroppo tra le zone di Reggio Calabria in cui i rifiuti vengono abbandonati per strada seminando degrado, vi è anche la suggestiva area di Punta Pellaro dove la bellezza paesaggistica, per voce della cittadinanza, reclama attenzione e tutela.

I rifiuti e l'incuria nel torrente Fiumarella

Rifiuti vengono buttati sotto il ponte del torrente Fiumarella, proprio all'ingresso di Punta Pellaro. Da anni, nonostante i solleciti e le denunce della cittadinanza, si crea una discarica a cielo aperto che richiede, quando non siano appiccati roghi, che siano eseguite delle raccolte straordinarie.

Nessun controllo, nessuna sorveglianza e così il via vai di macchine che scaricano ogni genere di rifiuto trasforma anche questo angolo di città, non l’unico purtroppo, in un luogo condannato al degrado. La cittadinanza non ci sta.

«Da tempo ormai la Pro Loco Reggio Sud segnala tutte le numerose criticità al Comune che, spesso, resta però inerte. Abbiamo chiesto invano controlli come, altrettanto invano, abbiamo chiesto la riparazione del tubo dal quale fuoriesce copiosamente acqua, proprio sotto il ponte, con la duplice conseguenza dello spreco e del progressivo ammaloramento della infrastruttura, tanto ancora trafficata quanto ormai fatiscente», spiega Concetta Romeo, presidente della Pro Loco Reggio Sud.  

La resistenza attiva della cittadinanza

Sul fronte della pulizia, residenti, commercianti, turisti sono costretti a convivere con questi cumuli di spazzatura e con il conseguente degrado che stride fortemente con il contesto paesaggistico circostante, assolutamente unico. I rifiuti vengono gettati, infatti, anche lungo tutto il greto del fiume e pure sulla strada e sulla spiaggia. Qui è la Pro Loco, dunque la cittadinanza volontaria, ad intervenire, rimboccandosi le maniche.

«Organizziamo periodicamente delle raccolte - spiegano Concetta Romeo e altri volontari della Pro Loco Reggio Sud - per rimuovere la spazzatura abbandonata in strada e sulla spiaggia e apponiamo cartelli per invitare a rispettare l’ambiente, segnaliamo con dei nastri da cantiere che le buste abbandonate sul ciglio della strada sono il segno di un comportamento incivile che la cittadinanza perbene nota e condanna, e siamo stati sempre noi ad avere apposto una recinzione per proteggere la spiaggia dai veicoli che si addentravano troppo. Nei giorni scorsi una piccola parte della staccionata, in prossimità di un cumulo di rifiuti ovviamente abusivo, è stata danneggiata da un rogo. Noi non ci arrendiamo a questa bruttura e ci ostiniamo e voler difendere con tutto il cuore la bellezza di questo luogo che potrebbe avere tutte le carte in regole per vedersi assegnare la Bandiera Blu. Dovremmo vivere di turismo e del paesaggio unico che ci circonda, ma ciò non avviene. Non intendiamo rassegnarci e per questo ci appelliamo alle istituzioni, pretendendo controlli e una depurazione che funzioni regolarmente per tutto l’anno», spiegano ancora Concetta Romeo e altri volontari della Pro Loco Reggio Sud.

Insomma qui sono i cittadini a resistere, lasciati dal Comune letteralmente in trincea nel contrasto all'abbandono selvaggio dei rifiuti per strada.  

La depurazione e lo sversamento in mare

Altra criticità è rappresentata dalla depurazione che, nonostante il potenziamento dell'impianto ormai risalente a oltre un decennio fa, come più volte segnalato dalla cittadinanza agli Enti preposti, nei mesi estivi si rivela insufficiente. «Tarato su una popolazione di venticinquemila persone che d’estate aumenta, il depuratore esistente non è assolutamente adeguato», proseguono i volontari della Pro Loco Reggio Sud. La conseguenza è che lo sversamento diretto a mare e già dirottato sul torrente Fiumarella, per via della mancata realizzazione dell’intubata sottomarina nuova per lo scarico del depuratore di Pellaro - i cui resti arrugginiti di quella ormai vecchia risalente agli anni Settanta e dismessa deturpano il litorale – non sempre è preceduto una corretta depurazione.

«In questo paradiso, di fatto, noi siamo subiamo un’ordinanza di divieto di balneazione perenne che colpisce oltre 1300 metri di litorale. In forza dei rilievi condotti dall’Arpacal, il portale delle Acque del ministero della Salute rileva nella zona di Pellaro Lume, in corrispondenza dell’ecomostro dei resti di questo grosso tubo arrugginito, anche quest’anno una scarsa qualità dell'acqua. Alcun divieto di balneazione, seppure esistente, tuttavia è segnalato», denunciano ancora i volontari della Pro Loco Reggio Sud che restano impegnati anche su questo fronte nell’interlocuzione con il Comune di Reggio Calabria tanto per il potenziamento del depuratore, che neppure per questa estate è stato realizzato, quanto per la realizzazione della nuova condotta sottomarina.

«Inserita dalla giunta Scopelliti nel 2009, e poi confermata nel 2013 dalla Commissione straordinaria, nel Piano triennale delle opere pubbliche, con tanto di progettazione preliminare finanziata con 650 mila euro, è stata poi inspiegabilmente stralciata nel 2014. Abbiamo portato questo tema fondamentale all’attenzione dell’attuale Amministrazione, già lo scorso anno. Ci è stata manifestata l’intenzione di inserirla tra le opere da finanziare con il React-Eu. Attendiamo conferme e soprattutto fatti», prosegue Concetta Romeo, presidente della Pro Loco Reggio Sud. 

Un altro luogo di contraddizioni

Tornando a parlare di contraddizioni tanto evidenti quanto da tempo irrisolte, mentre spingendo lo sguardo ancora più a Sud si scorge lo spettacolo straordinario del kitesurf, la ruggine dell’intubata dismessa, mai rimossa ed esposta alle intemperie, fa il paio con i fitti canneti e una incolta vegetazione che nascondono anche rifiuti e che ormai hanno invaso completamente il greto del torrente Fiumarella. Anche questi sono segni di incuria e di assenza di manutenzione del torrente medesimo che per assolvere alla sua funzione di canale di scolo dovrebbe essere libero. Uno stato di abbandono che fa il paio anche con quel parco giochi relativamente nuovo, che dà quasi una parvenza di positiva normalità, e che subito si tradisce quando, scendendo dalle scalette, la spiaggia adiacente, da una rampa neppure accessibile, mostra tutto il suo degrado.

Reggio, tratto della spiaggia di Pellaro con i resti arrugginiti della vecchia condotta sottomarina e di lato lo sversamento di acqua a mare
Reggio, tratto della spiaggia di Pellaro con i resti arrugginiti della vecchia condotta sottomarina e di lato lo sversamento di acqua a mare
Giornalista
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