Covid, il “trucco” della Regione per cambiare i numeri di rianimazione: a Cosenza da 14 a 2

Solo i pazienti intubati sono stati presi in considerazione per il calcolo. Intanto, l'Azienda ospedaliera cosentina rimane senza guida nel bel mezzo della pandemia: la manager Giuseppina Panizzoli ha lasciato l'incarico perché decaduta dalle funzioni (ASCOLTA L'AUDIO)

di Salvatore Bruno
4 novembre 2020
10:05

Quando ieri sera la Regione ha diffuso in un orario decisamente inconsueto il bollettino aggiornato della situazione dei contagi da Covid, è balzato subito all’occhio il ridimensionamento dei ricoveri in terapia intensiva, passati da 26 a soli dieci. In particolare all’ospedale dell’Annunziata, dove risultavano nel tardo pomeriggio ben 14 persone in cura, il nuovo dato riferiva di soli due.

Nuovo metodo di conteggio

Per fortuna gli altri non sono tutti deceduti. La differenza è determinata da un diverso metodo di considerazione della ripartizione tra i reparti. Nonostante siano tutti in rianimazione, sono stati iscritti come ricoverati in terapia intensiva i pazienti intubati, due appunto. I rimanenti 12, ai quali è stato applicato il sistema di ventilazione con il casco, vengono conteggiati al pari di coloro che si trovano in malattie infettive, pneumologia o nel reparto Covid di Rogliano.

Caos ai vertici dell'Azienda

Non è chiaro se alla base di questa scelta vi sia la volontà di fornire al Governo numeri meno drammatici per scongiurare l’istituzione in Calabria della zona rossa. Nel frattempo però, si sta verificando una pericolosa situazione di caos nella catena di comando. Giuseppina Panizzoli, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, essendo lei stessa non rintracciabile telefonicamente per offrirne la conferma o la smentita, avrebbe lasciato l’incarico di commissario dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza essendo scaduti i termini del Decreto Calabria.

L'Ente resta acefalo

Di fatto quindi, da oggi l’Ente è acefalo con tutte le conseguenze relative alla gestione dell’emergenza, ma anche dei tanti aspetti amministrativi e funzionali dipendenti dal direttore generale, come per esempio l’assunzione di nuovo personale, l’acquisto di attrezzature, l’allestimento di nuovi posti letto. La vacatio durerà finché il Governo, come si paventa, non procederà ad un rinnovo del commissariamento con conseguente nomina dei nuovi vertici o conferma di quelli attuali.

 

 

Giornalista
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