Il branco che ha umiliato e incendiato casa a un invalido e il vuoto morale che lascia

Avrebbero preso di mira con inaudita cattiveria un anziano di Castrovillari arrivando addirittura a incendiargli l’abitazione. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze anche più drammatiche e che dovrebbe, ancora una volta, richiamare tutte le nostre coscienze

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di Manuela Serra
11 agosto 2020
20:14

Il dramma del coronavirus ci avrebbe reso migliori. La tragedia, le distanze, l’immane dolore di quelle morti avvolte nella solitudine e nella sofferenza ci avrebbero fatto riflettere. Avrebbero fatto ritrovare il senso della vicinanza pur nella lontananza, avrebbero contributo a riscoprire il significato più profondo del termine umanità e comunità. Dicevano. Pensavamo.

Invece è possibile che in una notte d’estate un branco di giovani, alcuni giovanissimi, prenda di mira una persona indigente, un invalido civile con problemi psichici. 

Una sorta di spedizione punitiva, crudele e insensata. È quella che sarebbe avvenuta a Castrovillari lo scorso 2 agosto e che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche.

Coinvolti cinque giovani, tre appena maggiorenni e due minori. In carcere sono finiti i primi ai quali i carabinieri questa mattina hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Castrovillari su richiesta della Procura, con l'accusa di incendio e violazione di domicilio. Gli altri due ragazzi minorenni sono stati raggiunti, per gli stessi reati, dalla misura cautelare del collocamento in comunità.

Sono accusati di avere preso di mira con inaudita cattiveria un sessantenne con problemi di salute che vive da solo in una casa del centro storico. A fare scattare le indagini dei militari della Compagnia di Castrovillari, avviate il 2 agosto stesso, l'incendio scoppiato nell'abitazione del pensionato.

Secondo quanto è emerso i componenti del branco, dopo essere entrati nello stabile al piano terra dove l'uomo vive, approfittando della porta d'ingresso dell'appartamento non perfettamente chiusa dall'interno, si sarebbero accaniti contro la vittima che stava dormendo lanciandogli addosso dei getti d'acqua che lo hanno svegliato di soprassalto. Non ancora contenti, prima di allontanarsi facendo perdere le proprie tracce avrebbero dato fuoco, usando fogli di giornale all'abitazione. L'uomo, dopo essersi svegliato a seguito delle secchiate d'acqua, è riuscito a uscire di casa prima che l'intero appartamento prendesse fuoco. Le prepotenze e le umiliazioni, secondo quanto ricostruito dalle indagini, pare andassero avanti già da tempo.

Tanto è lo sgomento, lo sconforto e l’indignazione di un’intera cittadina, quella di Castrovillari e della Calabria intera per un episodio che riporta alla mente fatti analoghi che avrebbero dovuto far riflettere. Come quello di Manduria, in Puglia, dove un anziano disabile diventò il bersaglio di una baby gang, fu aggredito e pestato a morte, le umiliazioni riprese addirittura con il telefono.

Gesti che non devono e non possono rimanere nel silenzio. Di fronte a episodi di tale gravità nessuno si giri dall’altra parte, nessuno minimizzi o pensi che sia un problema che non riguardi lui. Famiglie, scuola, società. Tutti abbiamo il dovere di fermarci, interrogarci e riflettere.

Giornalista
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