Quando Pittelli chiese aiuto al presidente Chiaravalloti per il concorso della nipote

Gli incontri al ristorante Orso cattivo di Catanzaro tra venerabili e le telefonate per spingere i concorsi  

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di Luana  Costa
20 dicembre 2019
14:49
Giancarlo Pittelli e Giuseppe Chiaravalloti
Giancarlo Pittelli e Giuseppe Chiaravalloti

“Eccellenza”. È questo l’appellativo che Giancarlo Pittelli impiegava quando dall’altro capo del telefono vi era l’ex presidente della Regione, Giuseppe Chiaravalloti.

Gli stretti legami fra i due emergono dalla carte dell’inchiesta Rinascita-Scott scattata all’alba di ieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri.

Gli inquirenti, che indagavano sulla figura di Giancarlo Pittelli, ex parlamentare e noto penalista catanzarese per anni legale difensore della famiglia Mancuso, hanno captato anche alcune conversazioni intercorse tra i due, giudicate “di interesse”.

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Il concorso della nipotina all'Antitrust

Proprio l’avvocato, finito ieri agli arresti perché ritenuto partecipe dell’associazione mafiosa e punto di contatto tra gli interessi della cosca ed esponenti politici e istituzionali, si prodigava infatti per consentire alla “nipotina” di passare con successo un concorso per ottenere un incarico all’Antitrust intercettando la benevolenza dei componenti della commissione di concorso.

L’interessamento gli viene sollecitato dal fratello e nella conversazione i due passano in rassegna i nomi dei componenti soffermandosi su uno in particolare: Beniamino Caravita di Toritto. «Sai chi ci arriva molto bene? – domanda retoricamente Giancarlo Pittelli al fratello -: Peppino Chiaravalloti, perché gli ha dato diverse cause quando era presidente della Regione».

La telefonata e le serate all'Orso Cattivo

Chiude la conversazione con il fratello e dopo pochi minuti gli investigatori intercettano una nuova telefonata ad una utenza non registrata ma che poi si scoprirà essere intestata all’ex presidente della Regione, Giuseppe Chiaravalloti:

«Eccellenza - lo apostrofa l’avvocato - volevo chiedervi una cosa, presidente: con Beniamino Caravita siete rimasto in buoni rapporti? Perché voi gli avete fatto del grande bene, del gran bene no? Se non ricordo male. Presidente, c'ho la mia nipotina che fa un esame con lui per entrare all'antitrust giorno 15».

Giuseppe Chiaravalloti si dichiara disponibile ad intercedere proponendosi di effettuare la telefonata, tanto che in una successiva conversazione è proprio l’ex presidente della Regione a rassicurare Giancarlo Pittelli:

«No, no ti volevo dire che poi quella telefonata per la cuginetta tua io ero riuscito a farla, non so che esito abbia». «Benissimo, benissimo e aspettiamo l'esito» ribatte l’avvocato prima di dichiararsi indisponibile a raggiungere la “compagnia” all’Orso Cattivo, ristorante situato alle porte di Catanzaro, dove secondo le dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia si tenevano «i più grossi incontri tra venerabili a livello informale».

Luana Costa

Giornalista
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