Funerali Santelli, l'omelia di monsignor Nolè: «Jole testimone di dignità e coraggio»

FOTO | L'arcivescovo di Cosenza durante le esequie ha ricordato la figura della presidente e la malattia contro cui ha a lungo combattuto. Si è poi rivolto ai rappresentanti delle istituzioni nazionali presenti: «Sosteneteci, ne abbiamo bisogno»

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di Redazione
16 ottobre 2020
18:06
Conte e Lamorgese in chiesa a Cosenza
Conte e Lamorgese in chiesa a Cosenza

Grande commozione durante la cerimonia funebre del presidente della Regione, Jole Santelli, che si è celebrata, nel rispetto delle norme anti-Covid, nella chiesa di San Nicola a Cosenza. A officiare il rito funebre, alla presenza anche del premier Conte e diversi parlamentari, l'arcivescovo di Cosenza - Bisignano, mons. Francesco Nolé, affiancato dall’arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari e dall’eparca di Lungro, mons. Donato Oliverio.

 

«Quello che viviamo oggi - ha detto durante l'omelia l'arcivescovo Nolé - è un momento di sconforto per la morte di Jole Santelli ma a noi fedeli non rimane che ringraziare questa persona per il bene che ha fatto durante la sua vita. Jole aveva come la sua famiglia forti radici religiose ed ha servito la comunità con dedizione e passione. Ringraziamo il Signore per il lascito della testimonianza di dignità, di delicatezza, del coraggio con il quale ha affrontato il suo dolore. Jole è stata una donna intelligente, preparata e determinata che ho imparato ad apprezzare quando da sottosegretario alla giustizia impedì la chiusura del tribunale di Tursi. L'ultima volta che parlammo - ha detto ancora monsignor Nolé - ho avuto la conferma di quanto amasse la sua terra, la sua città, con un'umiltà capace di accogliere e di comprendere chiunque si trovasse in difficoltà. Con la sua elezione a Presidente si era accesa una luce rosa su questa nostra terra che dobbiamo tenere viva».

 

«Cosa ci lascia Jole come testamento e testimonianza di cui fare tesoro? La dignità, la riservatezza e la sua delicatezza, non cedendo mai alle provocazioni - ha aggiunto il presule -. Ma anche il coraggio con cui ha affrontato la malattia, non facendola mai pesare sul suo lavoro e sulla sua attività amministrativa. La malattia, diceva, ti fa conoscere la libertà e ti spinge a non avere paura più di niente. È stata una donna intelligente, preparata e determinata, capace di vivere il suo ruolo al meglio per il bene comune. Cara Jole, prega per noi, ora che sei davanti alla verità e alla misericordia di Dio».

 

«Jole - ha detto ancora l‘arcivescovo - ha fatto un miracolo, ha radunato qui tanti rappresentanti istituzionali». Poi, rivolto a loro: «Grazie e che sia un incoraggiamento affinché la vostra presenza sia di speranza e di sostegno, che ci sia speranza, conforto, vicinanza. Ne abbiamo bisogno. Mancano gli educatori alla legalità, e forse anche noi dobbiamo fare mea culpa. Dobbiamo impegnarci tutti affinché questo stato di diritto possa far esprimere le tante belle potenzialità della Calabria. Dobbiamo farlo per dare speranza al futuro. È questo il miglior modo di onorare Jole». 

 

All'uscita dalla chiesa i cittadini hanno tributato un lungo applauso al presidente Santelli. Il corteo funebre é poi partito alla volta della Cittadella regionale di Catanzaro.

 

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