Il Covid che distrugge famiglie, a Corigliano Rossano è la Pasqua del dolore e della solitudine

VIDEO | La città detiene il primato delle mortalità e sono ben 700 i contagi negli ultimi 30 giorni. Il supporto e il sostegno della Chiesa alle famiglie colpite

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di Matteo Lauria
4 aprile 2021
10:43

La città detiene il primato delle mortalità: ben 59 dall’inizio della pandemia. E 700 i contagiati negli ultimi 30 giorni. Aumentano i timori, le paure, la povertà.

La Chiesa è vicina ai suoi fedeli nei momenti difficili caratterizzati da sentimenti contrastanti. La solitudine dei familiari colpiti dal Covid e di chi vive in quarantena. Le scene strazianti del rito funebre delle benedizioni. Il distacco tra i familiari e il defunto. La pandemia è anche questo. Le tradizioni religiose di un tempo, la settimana santa, la processione, i riti a cui i fedeli non mancavano mai di partecipare. Sono i temi posti al centro da Don Pietro Madeo, parroco della Cattedrale della SS. Achiropita di Rossano, che ha sottolineato le difficoltà, accentuate, in questa seconda Pasqua di lockdown.

«È una Pasqua in cui dobbiamo sapere incutere speranza», afferma il parroco, che rimarca come in città sia diffusa una sensazione di profonda rassegnazione.«Tante famiglie vivono in uno stato di bisogno, di crisi economica, di miseria. Non è facile raggiungere le case di persona isolate o in quarantena. Queste situazioni stiamo cercando di affrontarle con gli strumenti che abbiamo. È una pena andare al cimitero per le benedizioni, davvero stringe il cuore, perché ti accorgi di come queste tragedie frantumano intere famiglie fino a quel momento in tranquillità. E quando nelle stesse famiglie ci sono più perdite davvero diventa angosciante».   


  

Giornalista
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