Le accusa della Dda a Talarico e il patto con gli uomini vicini al clan per le politiche del 2018

Un pacchetto di voti in cambio della promessa di appalti con la mediazione del segretario nazionale Udc Cesa. Così la consorteria 'ndranghetista sarebbe entrata in scena in occasione delle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato

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di Redazione
21 gennaio 2021
12:11
Regione, Francesco Talarico
Regione, Francesco Talarico

Ci sarebbe un patto consistente in una promessa di appoggio elettorale fra gli uomini dell'Udc - tra cui l'assessore Francesco Talarico - ed esponenti della 'ndrangheta all'origine del coinvolgimento di Lorenzo Cesa nell'indagine della Dda di Catanzaro in cui il segretario dello Scudo crociato dimissionario è indagato per associazione a delinquere semplice.

Lo scambio di voti

In particolare, la consorteria ‘ndranghetista, nelle persone di Antonio Gallo, del consigliere comunale di Catanzaro Tommaso Brutto e del figlio Saverio, Antonino Pirrello e Natale Errigo, sarebbe entrata in scena in occasione delle elezioni politiche del marzo 2018, per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato.


In quella circostanza, secondo le indagini, sarebbe stato stipulato un “patto di scambio” con Francesco Talarico, assessore regionale al Bilancio finito agli arresti domiciliari, consistente nella promessa di “entrature” per l’ottenimento di appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici erogati dalla sua impresa e banditi da enti pubblici economici e società in house, «attraverso - scrivono gli inquirenti -la mediazione dell’europarlamentare Lorenzo Cesa in cambio della promessa di un “pacchetto” di voti». 

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