Morì in un incidente, la salma di Gora Gassama torna in Senegal grazie al sindacato Flai

VIDEO | La sigla sindacale ha affrontato le spese per il viaggio del feretro. Una cerimonia toccante ha salutato il bracciante morto in un sinistro stradale nella zona Corap a Gioia Tauro 

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di Agostino Pantano
3 febbraio 2021
14:35
Il saluto a Gora Gassama
Il saluto a Gora Gassama

Rimpatriata, con un volo dall'aeroporto di Reggio Calabria, la salma di Gora Gassama il migrante del Senegal morto in un incidente stradale nel dicembre scorso. Dalla Piana di Gioia Tauro, diversi attivisti della Flai Cgil sono arrivati - a bordo del pulmino usato per fare sindacato nelle campagne - per l'ultimo saluto al bracciante che viveva nella tendopoli di San Ferdinando e che ha trovato la morte mentre percorreva in bicicletta una strada buia del consorzio regionale Corap.

Il rimpatrio della salma 

«Ci sembrava doveroso farlo come abbiamo fatto anche altre volte in passato - ha detto Rocco Borgese, segretario zonale del sindacato che segue il comparto agricolo - perchè pensiamo che la dignità delle persone non finisca con la morte». La Flai, oltre ad accollarsi in solitudine le spese del rimpatrio della salma, ha distribuito oltre 2500 gilet catarifrangenti e sta garantendo assistenza legale alla famiglia, impegnata in una vicenda che registra 3 fermi e una denuncia per omicidio stradale a carico dell'automobilista che quella sera non si è fermato dopo l'impatto.


L'incidente mentre tornava alla tendopoli

«In questo mese e mezzo - ha aggiunto Borgese - abbiamo assistito anche ad una odissea burocratica che ha rallentato di molto le operazioni di rimpatrio, e in questo periodo siamo stati al fianco anche del padre che piange la morte di un ragazzo arrivato in Italia con tante speranze, vittima si di un incidente stradale ma sopratutto del suo lavoro sfruttato visto che Gora quella sera tornava nella tendopoli dopo una giornata trascorsa nei campi e senza diritti».
L'ultimo saluto al bracciante 34enne, tra preghiere coraniche e col sottofondo di "bella ciao", è stato anche un tributo a chi, suo malgrado, è riuscito a unire africani e calabresi nella comune indignazione per le condizioni di degrado dell'area industriale, la cui illuminazione è stata riattivata dopo anni solo a seguito della sua tragica ed evitabile morte.

Giornalista
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