Picco contagi tra sanitari dell'ospedale di Lamezia: 8 casi nel reparto Covid

VIDEO | Lo sfogo del marito di un’infermiera risultata positiva e raccolto dall’associazione Senza Nodi tratteggia un quadro allarmante: «Turni massacranti e scarsa protezione»

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di Tiziana Bagnato
26 dicembre 2020
20:19

Otto contagi nel solo reparto Covid tra infermieri e turni anche di 17 ore come è capitato a chi era di turno per il Santo Natale. È quello che sta accadendo nel Giovanni Paolo II di Lamezia Terme e denunciato da alcuni infermieri. La catena di contagi sta mettendo in difficoltà l’ospedale che ha già da tempo problemi di organico.

La denuncia dell'associazione Senza nodi

A questo si aggiunge poi la denuncia raccolta dall’associazione “Senza Nodi” di Nadia Donato. Il marito di un’infermiera contagiata solleva anomalie e dubbi sul modo in cui ci sta lavorando nel reparto. «Qualcuno mi dirà la verità su come si è contagiata mia moglie? Adesso a casa siamo tutti in quarantena, mia moglie ha dolori come tanti altri dei suoi colleghi che hanno anche difficoltà respiratorie. Io con i miei figli provvedo a sanificare tutto di continuo. Sono molto preoccupato, ma anche incredulo per la totale insicurezza nella quale sono stati lasciati a lavorare coloro che all’interno del reparto stanno assistendo i malati».


Turni massacranti

Inizia così lo sfogo dell’uomo che ha raccontato poi all’associazione dei turni estenuanti, di camici, mascherine e guanti dati con il contagocce, della poca chiarezza sul percorso sporco-pulito. «Continuo a chiedermi perché in un reparto nel quale deve essere effettuato solo lo screening, oggi ci sono malati gravi con il casco? - chiede il marito dell’infermiera - È una situazione di grande preoccupazione della quale non mi capacito. Perché voglio sapere come mai mia moglie si è infettata. Non è possibile che gli infermieri debbano fare turni massacranti quando, in altri ospedale dove la sicurezza viene garantita, stanno con il malato poche ore e poi hanno il cambio. Perché dicono che si sono infettati in uno spogliatoio? Non sappiamo se è vero, se invece c’è altro».

Il pericolo contagio in ospedale

«Il percorso non è garantito nemmeno da una linea rossa – aggiunge l’uomo - e i poveri lavoratori senza una reale formazione per assistere malati con questa patologia, continuano ad essere mandati in prima linea. Non c’è sanificazione e loro si ammalano, mentre qualcuno continuano a reclutare personale da altri reparti e comunque, anche se nuovo il personale è inesperto. Ma cosa sanno fare senza preparazione? Come trattare questi pazienti che hanno bisogno continuo? Sanno usare i macchinari? Sanno usare i caschi che consento al malato di respirare? Perché un infermiere deve fare anche fino a 17 ore di lavoro sino a che non riesce a ricevere il cambio?». Gli infermieri tramite i sindacati si erano da subito mossi per evidenziare che i trasferimenti nel reparto Covid erano avvenuti da un giorno all’altro tramite ordine di servizio e senza formazione.


Le foto fornite all’associazione dimostrano la mancanza di strisce rosse, di areazione nei locali e altro. Intanto i contagi sono in aumento anche in altri reparti e la questione ha attirato l’attenzione anche dei sindacati che hanno chiesto maggiori sicurezza e un cambio di rotta.

Giornalista
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