I format di LaC

Rischio idrogeologico, Lo Schiavo: «Che fine hanno fatto i fondi assegnati a Calabria Verde?»

Il consigliere regionale è intervenuto a Dopo la notizia, la trasmissione condotta da Pasquale Motta che segue l’edizione giorno del Tg. In collegamento anche Walter Fratto di Italia Nostra: «Basta con lo stupro del territorio»

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di Francesco Spina
7 ottobre 2022
18:30

Il tema del dissesto geologico è stato trattato nell’ultima puntata del format di LaC “Dopo la notizia”, condotto da Pasquale Motta. Un problema che riguarda un po' tutta Italia ma la Calabria è considerata tra le regioni più a rischio dell’intera penisola. La seconda in assoluto.

Sulla messa in sicurezza del territorio si discute da anni, ma nel frattempo le tragedie continuano a verificarsi. L’alluvione che ha colpito Scilla nel mese di agosto è l’ultima in ordine cronologico. Ma a che punto è lo stato di attuazione degli interventi di difesa del suolo inseriti nel “Piano attuativo di forestazione 2022”, approvato alla Giunta regionale nel marzo scorso e che dovrà essere attuato dai Consorzi di bonifica e da Calabria Verde?


In studio, per rispondere a questa domanda, è intervenuto il consigliere regionale d'opposizione Antonio Lo Schiavo, che nelle scorse ore ha inoltrato una interrogazione a risposta scritta all’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

«Noi siamo abituati a ragionare sempre sull’emergenza – afferma Lo Schiavo – la Calabria e il Meridione sono abituati a intervenire a eventi già accaduti, mentre il termine prevenzione è quello che deve entrare nella politica calabrese».

«Che fine hanno fatto i fondi assegnati a Calabria Verde?»

«La mia interrogazione – continua – nasce con la finalità di portare in Consiglio regionale la discussione concreta, con numeri e interventi reali sulle priorità».

«Visto che noi abbiamo dei fondi Pac 2014-2020 stanziati - prima 21 milioni, poi aumentati fino a 32 milioni -, la mia domanda politica – incalza Lo Schiavo – è questa: Calabria Verde, a cui sono stati assegnate queste somme aggiuntive, cosa ha fatto sino ad oggi per la mitigazione del rischio idrogeologico? Questi soldi sono stati spesi?  Devono essere ancora spesi? Sono state avviate le collaborazioni con gli enti e le Università per come era stato previsto nel Piano annuale e attuativo della Forestazione 2022?». Sono le domande che il consigliere regionale ribadisce nostri microfoni.

Lo Schiavo: «Rischiamo di perdere fondi?»

«L’attuazione del piano forestazione 2022, di oltre 200 milioni di euro, spetta ai Consorzi di bonifica e soprattutto a Calabria Verde – afferma Lo Schiavo – Calabria Verde come soggetto attuatore ha avuto la possibilità di impiegare queste somme? E qualora non siano state impiegate, rischiamo di perderle?»

Lo Schiavo chiede dunque alla politica di «affrontare questo “paradosso”» per capire «se l’abolizione delle Comunità montane, la soppressione dell’A.Fo.R e la creazione di questo mega ente (Calabria Verde ndr), con funzioni diverse, possa avere le strutture, i mezzi, gli uomini e le risorse necessarie per intervenire su quella che è una priorità calabrese». 

«In Calabria territorio trattato male»

Alla puntata odierna di "Dopo la Notizia" ha partecipato anche l'architetto Walter Fratto, il quale ha dato un suo personale punto di vista su quella che è l'attuale situazione in Calabria in merito al rischio idrogeologico e a ciò che è stato fatto per mitigarlo. «Nella nostra regione - ha affermato - la situazione è tragica e pesante. Probabilmente in Calabria non abbiamo mai tenuto conto dell’ambiente. Il nostro dissesto idrogeologico è atavico e nasce da come abbiamo trattato il territorio, ma anche da come lo stiamo trattando oggi».  

Fratto, esponente di “Italia Nostra”, associazione in prima linea per la difesa del territorio, del suolo e dell’ambiente ha continuato: «In Calabria abbiamo una situazione pesantissima anche dal punto di vista del patrimonio edilizio, anche nelle nostre città e nei nostri centri storici. Le tragedie non ci hanno insegnato nulla. I terremoti e le alluvioni non ci hanno insegnato nulla. Anzi, abbiamo continuato a costruire le case negli alvei dei fiumi ostruendoli».

«Bisognerebbe avere norme per difendere il territorio, per abbattere le case abusive e per imporre per ogni costruzione una relazione geologica». Fratto ha anche denunciato il mancato coinvolgimento «dell’Ordine dei geologi, che spesso non viene preso neanche in considerazione dalla politica».

Giornalista
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