Agguato nel Vibonese

Tentato omicidio a Limbadi, arresto convalidato per il 67enne che nel ’95 fu autore della strage di San Calogero

Solo da qualche anno era tornato in libertà, dopo la condanna in via definitiva per l'uccisione di tre giovani. La sera del 31 marzo gli spari contro il vicino di casa

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di G. B.
2 aprile 2022
17:45

È stato convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Del Vecchio, il fermo di indiziato di delitto nei confronti di Francesco Maccarone, 67 anni, di Limbadi, tratto in arresto giovedì sera dai carabinieri con le accuse di tentato omicidio, minacce, ricettazione di una pistola, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un’arma da fuoco. Francesco Maccarone è in particolare accusato di aver aperto il fuoco contro un romeno di 45 anni, suo vicino di casa, al culmine di una lite per futili motivi e dissidi per motivi di vicinato.

Il gip deve invece ancora pronunciarsi sull’applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Francesco Maccarone, comparso stamane dinanzi al giudice per l’udienza di convalida del fermo. Il fermato (difeso d’ufficio dall’avvocato Giacinto Inzillo) dinanzi al giudice ha reso dichiarazioni spontanee sull’accaduto. Il reato di minaccia gli viene contestato per alcune frasi rivolte nei confronti di altri vicini di casa. 


Francesco Maccarone è personaggio noto alle forze dell’ordine ed alle cronache. Nel marzo dello scorso anno – come denunciato pubblicamente dal sindaco di Limbadi, Pantaleone Mercuri – dopo aver fatto ingresso in Municipio ha aggredito il primo cittadino, non avendo gradito gli interventi di recupero di un parco giochi per i bambini nei pressi della sua abitazione.

Francesco Maccarone era ritornato da poco in libertà dopo aver scontato la condanna per la cosiddetta strage di San Calogero. Un fatto di cronaca risalente al 18 novembre del 1995 quando quattro persone di Limbadi si portarono a San Calogero e pistola in pugno aprirono il fuoco contro tre giovani del luogo. A rimetterci la vita furono Antonio Pontoriero, 16 anni appena, apprendista panettiere, e Antonio Galati, 23 anni, meccanico, entrambi incensurati. Nella spedizione punitiva rimase ferito gravemente anche Paolo Varone, 26 anni, falegname incensurato, deceduto qualche giorno dopo in ospedale. Per tale fatto di sangue (alla base ci sarebbe stato il furto di un’autoradio) – balzato agli onori delle cronache nazionali – Francesco Maccarone è stato condannato poi in via definitiva e solo da qualche anno era ritornato in libertà dopo aver espiato la pena. È stato ritenuto uno degli autori della sparatoria di San Calogero.

Giornalista
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