Truffe on-line, 117 indagati a Reggio Calabria: ecco come svuotavano i conti delle vittime

VIDEO | Un sistema ben oleato grazie al quale riuscivano a farsi inviare dai clienti bonifici. Le somme venivano poi suddivise tra i sodali dell'associazione criminale 

di Redazione
26 marzo 2020
09:03
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Si chiude il cerchio su un sistema di truffe on line messo in piedi in Calabria. I carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno notificato un “avviso di conclusione delle indagini preliminari” emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, nei confronti di 117 persone, indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti tra cui accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, detenzione e diffusione abusiva di codici d’accesso a sistemi informatici o telematici, frode informatica e riciclaggio.

 L'indagine avviata nel 2017

Il provvedimento giunge ad esito di complessa e articolata  attività d’indagine, avviata nel luglio 2017, dai Carabinieri della Stazione di Reggio Calabria – Principale, diretta inizialmente dai procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, sostituto procuratore Massimo Baraldo e successivamente dai sostituti procuratori Nunzio De Salvo e  Domenico Cappelleri, a seguito di diverse denunce, che erano giunte alla locale Procura della Repubblica e a diversi comandi Arma dislocati sul territorio nazionale  dalle quali  - da una preliminare analisi -  emergevano le medesime ipotesi delittuose connesse allo stesso “modus operandi”.

 Le email truffa

Nello specifico, le vittime venivano tratte in inganno da mail, ricevute sui propri account personali che ritraevano loghi contraffatti di vari istituti di credito e invitate ad inserire dati riservati per l’accesso ai propri conti correnti in maschere del tutto similari a quelle realmente in uso alle pagine “home banking dei loro istituti di credito (cd. phishing), al fine ultimo di permettere di effettuare dai loro conti correnti uno o più bonifici bancari in favore di conti correnti e/o carte prepagate intestate a soggetti sconosciuti e per la maggior parte dei casi risultati residenti nella città di Reggio Calabria.

Successiva serrata attività d’intercettazione telefonica e telematica, supportata da diversi servizi di pedinamento dei principali indagati, intrapresa dai militari dell’Arma, aveva permesso di delineare la “modalità d’azione” dell’associazione a delinquere in collegamento con altre organizzazioni specializzate nel procurarsi illecitamente i codici di accesso ai profili home banking dei correntisti  - in particolare di titolari di carte prepagate Postepay Evolution  - e nel disporre poi bonifici non autorizzati dai titolari in favore di altri conti correnti o carte prepagate.

L'accredito dei bonifici

Lo scopo prefissato era quello di reclutare persone disponibili - dietro il pagamento di un importo prestabilito di 100 euro - ad attivare appositamente una carta prepagata, un conto corrente o analoghi strumenti finanziari, su cui fare accreditare le somme dei bonifici. Il denaro, così fraudolentemente sottratto, veniva prelevato in contanti lo stesso giorno del bonifico e poi suddiviso tra i sodali dell’associazione.

In tale ambito, già nell’ agosto del 2019, i militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria avevano dato esecuzione a ordinanze di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di cinque soggetti, già gravati da precedenti specifici in materia di truffa.

In particolare, l’attività aveva permesso di circostanziare l’effettiva attività illecita posta in essere dagli indagati e di quantificare in oltre 170mila euro l’importo complessivo sottratto fraudolentemente dai conti correnti delle vittime.

 

 

 

 

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