Vigili del fuoco, la denuncia del sindacato: «In Calabria soccorso a rischio collasso»

Il coordinatore regionale di Fp-Cgil Giuseppe Cilione: «Non riusciamo ad ottenere uno screening per il personale del corpo. I pompieri non possono andare in smart working: lavorano solo in presenza ed il Covid è pure lui sempre presente»

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di Redazione
10 novembre 2020
12:36

«Purtroppo l’emergenza epidemiologica in atto non risparmia i lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Soprattutto in Calabria, terra di frontiera per l’assistenza sanitaria, non si riesce a trovare uno spiraglio per garantire al personale del corpo uno screening con tampone antigenico. Nonostante tutti i comandi della Calabria hanno chiesto alle varie ASP territoriali o aziende ospedaliere di concedere una corsia preferenziale dedicata ai Vigili del Fuoco che quotidianamente, nella loro attività di soccorso alla popolazione rischiano il contagio». Ad affermarlo è Giuseppe Cilione, coordinatore regionale del Fp-Cgil Vigili del Fuoco.


«Considerato - continua -  che ciò non è stato ancora recepito dalle autorità sanitarie, ci si è spinti anche a richiedere le forniture di test rapidi per poter eseguire lo screening a cura dei medici competenti di ogni comando provinciale. Ad oggi purtroppo nessuna risposta positiva. Alla già precaria situazione sanitaria si aggiunge l’ostinazione del capo del corpo Ing. Fabio Dattilo che, nonostante le richieste pervenute dai vari comandi per l’applicazione temporanea di un orario di servizio a 24/72 ore, al fine di limitare gli spostamenti del personale operativo, non si assume un minimo di responsabilità, facendo come lo struzzo ed ignorando l’ingente numero di soggetti positivi e/o in quarantena».


 

«Oggi  - denuncia il sindacalista - vi sono dei comandi che hanno personale in quarantena e positivi per interi turni di servizio, e questi devono essere sostituiti dagli operativi che spesso aumentano a dismisura le ore di lavoro. Come organizzazione sindacale sempre attenta alla tutela della salute dei lavoratori e allo stesso tempo alla garanzia del soccorso tecnico urgente alla popolazione, ci rivolgiamo - dice Cilione - a tutte le istituzioni, alla politica, ai prefetti, ai direttori generali delle aziende ospedaliere e dell’Asp territoriali, affinché nell’immediato si riesca a trovare una soluzione, ricordando che i pompieri non possono praticare lo smart working: il soccorso lo si garantisce solo in presenza, ed il Covid è pure lui sempre presente».

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