Voto di scambio in Piemonte: arrestato anche l'assessore regionale Rosso

Avrebbe pagato circa 15mila euro per un pacchetto di voti in vista delle regionali del maggio 2019. Nel corso dell'operazione della Guardia di finanza eseguiti diversi sequestri di beni

59
di Redazione
20 dicembre 2019
07:48
L’assessore regionale Rosso
L’assessore regionale Rosso

La guardia di finanza di Torino ha arrestato otto persone legate alla 'ndrangheta per scambio elettorale politico-mafioso. In manette anche l'assessore della Regione Piemonte Roberto Rosso, esponente di Fratelli d'Italia.

Chi è Roberto Rosso

Da quanto si apprende,  Rosso, 58 anni, avvocato civilista e una lunga esperienza in Parlamento, dove è stato deputato per cinque legislature e due volte sottosegretario, avrebbe chiesto aiuto alla criminalità organizzata per essere eletto alle ultime elezioni regionali nella coalizione a sostegno del presidente Alberto Cirio. Onofrio Garcea e Francesco Viterbo, figure di spicco della ‘ndrangheta radicata a Carmagnola, avrebbero stretto un "patto di scambio" con il candidato di Fratelli d'Italia,  che con la mediazione di Enza Colavito e Carlo De Bellis avrebbe pagato 15 mila euro in cambio di un pacchetto di voti. In Regione Rosso è assessore ai Rapporti con il Consiglio regionale, Delegificazione e semplificazione dei percorsi amministrativi, Affari legali e Contenzioso, Emigrazione e Diritti civili. Nella tarda mattinata, poi, Rosso ha rassegnato le dimissioni dalla carica regionale.

Il sequestro beni

Nei confronti delle persone coinvolte, radicate nel territorio di Carmagnola e attive nel capoluogo piemontese, sono stati inoltre effettuati sequestri di beni. Tra le condotte illecite, sono state contestate anche l'associazione per delinquere di stampo mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro.

Il ruolo degli ‘ndranghetisti


Onofrio Garcea e Francesco Viterbo, entrambi finiti in manette, dopo l'operazione "Carminius" del marzo 2019 stavano riorganizzando il sodalizio criminale, stringendo rapporti con Mario Burló, noto imprenditore torinese che, fra le altre cose, sponsorizza diverse squadre sportive. Burló è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto con il sostegno della cosca avrebbe attuato uno strutturato sistema di evasione fiscale attraverso la creazione di più società, riconducibili ad altre persone, tramite cui compiere compensazioni Iva tali da ottenere profitti consistenti. Un sistema che ha consentito di accumulare indebite compensazioni per oltre 16 milioni di euro, denaro che Burló avrebbe utilizzato per acquistare immobili, fra cui la villa appartenuta al giocatore della Juventus Arturo Vidal. In questi ultimi giorni gli 'ndranghetisti avevano in corso un'attività finalizzata all'importazione dall'estero di un grosso quantitativo di droga e operazioni di indebite compensazioni di crediti Iva per diversi milioni di euro.

 

 

guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio