Il 2 e 3 agosto Le Piaste ospita la gara, tra vignette, racconti e performance fantasiose. Cinque sezioni, 300 concorrenti e un solo obiettivo: raccontarla più grossa degli altri. Tema 2025: la scuola
Tutti gli articoli di Italia Mondo
PHOTO
Altro che fake news, qui le bugie sono patrimonio dell’umanità. E pure con tanto di campionato ufficiale. A Le Piaste, minuscolo borgo tra i monti pistoiesi, il 2 e 3 agosto si celebra la menzogna in tutte le sue forme più sfacciate: torna il mitico Campionato della Bugia, ovvero la più fantasiosa (e pacifica) guerra mondiale a chi la spara più grossa.
Per l’edizione 2025, i concorrenti sono oltre 300, provenienti da 40 Paesi e cinque continenti: più che una competizione, una specie di ONU del panzanaro, dove però a vincere non è la diplomazia, ma la faccia tosta. Il tema di quest’anno è da urlo: “La bugia va a scuola: racconti e immagini dal mondo dell’istruzione”. Pronti a leggere di gessetti parlanti, interrogazioni telepatiche, presidi cyborg e bidelli che camminano sui muri? Bene, siete nel posto giusto.
La sezione più affollata è quella dei disegnatori, 148 in gara, con una mappa geografica che sembra una tombola internazionale: dallo Zambia all’Australia, dalla Cina a Tenerife, fino ai danesi che, si sa, mentono solo in acquerello. Gli italiani? Sono 52, e arrivano agguerriti come una scolaresca in gita con le biro cariche e la fantasia surriscaldata.
Poi ci sono i bugiardi della parola scritta, ben 70, gli unici che ancora digitano su tastiera senza chattare. I loro testi sono stati affidati a Sandro Veronesi, Premio Strega e giudice monocratico di questo bizzarro tribunale della menzogna: se la racconti bene, passi. Se la racconti male, ti bocciano. Nessun appello.
E non è finita. Il 3 agosto spazio ai raccontatori dal vivo: 25 tra adulti e bambini saliranno sul palco per convincere la giuria che il nonno è stato rapito dagli alieni mentre portava fuori il cane, che il professore si trasforma in drago a ogni verifica e che i compiti li ha mangiati davvero il gatto. Teatro dell’assurdo? No, semplicemente Le Piaste.
A coordinare l’orgia creativa, come sempre, l’Accademia della Bugia, che ha ormai lo status di istituzione culturale. A guidarla, il “magnifico rettore” Emanuele Begliomini, uomo capace di raccontarti in cinque minuti com’è stato rapito da Napoleone e spedito nel 2050 a insegnare bugie ai robot. «Ci stiamo preparando alla grande – dice – tra eventi di avvicinamento, visite guidate e nuove follie». Tra queste, spicca il Tour Bugiardo Piastrese, visita guidata semiseria del paese, in programma il 26 luglio, tra bufale storiche, misteri che non esistono e guide turistiche che ti confondono apposta.
E poi ci sono loro: i cartelli bugiardi, ormai diventati una tradizione. Verranno disseminati ovunque nel borgo: uno ti dirà che lì è stato scoperto il cioccolato, un altro che da quella fontana sgorga Prosecco. E tu, da buon turista, ci crederai. O farai finta. Come tutti.
Infine, le vignette: oltre 200 tavole selezionate verranno esposte lungo le vie del centro, trasformando il paese in una galleria d’arte all’aperto dove ogni disegno è una bugia da ammirare, non da smascherare. Si passeggia, si ride, si mente. Ma con stile. Perché a Le Piaste la bugia non è reato, è talento. E più è grossa, più si applaude. Chi cerca la verità, insomma, si accomodi altrove. Qui si racconta. E si esagera. E guai a dire che non è vero.