Vibo, Mangialavori pronto a scaricare il sindaco Costa: le opposizioni si scatenano

Hanno suscitato clamore le indiscrezioni secondo le quali il senatore di Forza Italia starebbe per ritirare il suo appoggio alla maggioranza guidata dal magistrato in pensione. Le opposizioni ora chiedono che si vada fino in fondo e si torni alle urne

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di Stefano Mandarano
10 luglio 2018
15:54

Un ultimatum che mina alla base la tenuta dell’attuale maggioranza alla guida del Comune di Vibo Valentia e che pone un’incognita senza precedenti sulla possibilità che il mandato del sindaco Elio Costa giunga a scadenza naturale. È quello lanciato dal senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori, che nei giorni scorsi ha chiamato a raccolta primo cittadino e capigruppo di maggioranza mettendoli di fronte ad un preciso diktat: o si cambia marcia sulla gestione ordinaria di una città provata da tante emergenze, soprattutto in campo ambientale, o il principale sponsor dell’amministrazione in carica ritirerà il suo appoggio. Un passaggio di non poco conto visto che Forza Italia, partito del senatore, esprime, in una giunta che ha perso per strada ben 11 assessori, tre suoi rappresentanti e, in aula, almeno sette consiglieri. Se Mangialavori dovesse staccare la spina per il giudice in pensione sarebbe “game over”: fine dei giochi. Un’indiscrezione, pubblicata dalle pagine de ilvibonese.it, che ha scosso il mondo politico cittadino. Un’autentica slavina che non ha mancato di fomentare le opposizioni, che ora invocano a gran voce il ritorno alle urne.

 

«Prendiamo atto dell’iniziativa di Mangialavori, seppur tardiva, e siamo pronti a rassegnare le nostre dimissioni pur di arrivare alla fine anticipata di questo mandato - ha detto nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata il capogruppo del Pd in consiglio comunale Giovanni Russo -. Da subito chiameremo le altre forze d’opposizione, Vibo Unica e Progressisti per Vibo, per definire insieme le giuste modalità per accompagnare alla porta il sindaco Costa e porre così fine all’agonia della città. Un dialogo che, guardando al futuro, potrà servire anche a intavolare un’alternativa per riprendere in mano il governo della città. Non vorremmo, tuttavia - ha aggiunto l’esponente dem -, che sulla scorta delle indiscrezioni emerse sulla posizione di Mangialavori, passasse il messaggio che il partito di Forza Italia possa essere considerato esente da responsabilità. Perché Forza Italia è lo stesso partito che da otto anni governa Vibo e che da tre riveste postazioni importanti nell’attuale giunta comunale e non può essere pertanto considerato estraneo a quanto è oggi sotto gli occhi di tutti. Basta affacciarsi a guardare lo stato del verde pubblico nel centro e nelle periferie, lo scandalo di piazza San Leoluca e del suo “sarcofago”, le spiagge cittadine. Senza parlare di fondi non utilizzati e andati persi, di ritardi inaccettabili nella realizzazione delle opere pubbliche, nonché delle ultime vicende relative ai concorsi. Nessuna politica, nessuna programmazione e seri dubbi anche sulla competenza di chi, sul piano politico, è chiamato a guidare i settori nevralgici dell’amministrazione. La città non può essere governata da chi non la governa più. Noi ci comporteremo di conseguenza, auspichiamo che anche Forza Italia lo faccia e che ai propositi seguano i fatti e si ponga fine a questa esperienza fallimentare».

 

Sull’argomento è tornato anche il già candidato a sindaco per il centrosinistra, oggi esponente dei Progressisti per Vibo Antonio Lo Schiavo: «Lo avevamo proposto a Pd e Vibo Unica senza avere alcuna risposta, se non i soliti attacchi strumentali. In ugual misura ora lo proponiamo a Forza Italia: da tempo come Progressisti per Vibo abbiamo dato la nostra disponibilità. Si uniscano a noi per staccare la spina all’amministrazione, perché al di là delle responsabilità, la città non ha più tempo e serve ritrovare, in un modo o nell’altro, lo slancio politico necessario per tentare di evitare il baratro e provare a non rimanere indietro rispetto alle altre città della Calabria. Visto lo stato della città di Vibo - ha concluso Lo Schiavo -, tutto questo per me viene oggi prima dei colori e delle divisioni dei partiti politici».

 

Ha colto la “palla al balzo” anche Stefano Luciano, già presidente del consiglio comunale, poi dimissionario, ed esponente del gruppo Vibo Unica. «Apprendo con interesse della posizione emersa sui media - ha dichiarato - secondo la quale Forza Italia ha preso atto della situazione di sofferenza amministrativa e programmatica che interessa la città capoluogo. Vibo Unica da tempo ha assunto posizioni drastiche soprattutto per l'inefficienza amministrativa».

Giornalista
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