Minori calabresi e diritti negati, il report del garante per l'infanzia e l'adolescenza

VIDEO | Antonio Marziale ha tracciato il bilancio della sua attività. Dal 2016 ben 537 segnalazioni al suo ufficio. Tanti ancora gli interventi da realizzare in ambito scolastico, sanitario e sociale. Attivata all' Annunziata di Cosenza la terapia intensiva pediatrica e sottoscritti protocolli importanti con i Tribunali per i minorenni e l'Unicef presieduta da Francesco Samengo 

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di Angela  Panzera
28 marzo 2019
21:06

Emergono dati drammatici per i bambini calabresi dalla relazione annuale del garante per l’infanzia e l’adolescenza Antonio Marziale. Questo pomeriggio alla sala “Calipari” di palazzo Campanella, Marziale ha tracciato un bilancio della sua attività in Calabria e soprattutto ha diffuso i risultati conseguiti e anche gli ambiti che necessitano interventi urgenti. Le segnalazioni al suo ufficio, dall’aprile del 2016 al dicembre del 2018, sono state ben 537 e di queste 235 si sono registrate solo l’anno scorso. «Le maggiori segnalazioni a partire dal secondo anno – ha affermato Marziale – sono da individuare da un lato nella maggiore conoscenza dei diritti dell’infanzia e adolescenza da parte degli adulti, dall’altro nella crescente attività di informazione e comunicazione finalizzata alla sensibilizzazione e promozione della figura del garante».

 

Le problematiche, sottoposte al garante calabrese, hanno riguardato principalmente i fattori di rischio per la salute dei bambini, i conflitti in ambito familiare, i conflitti tra cittadini e servizi sociali, sanitari o amministrazioni pubbliche. Le criticità maggiori invece, si sono registrate in ambito scolastico, nel sistema di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e per la violazione dei loro diritti. Segnalati anche maltrattamenti, abusi, violenze e i comportamenti scorretti di media e web. Dall’analisi pubblicata nel corso della relazione annuale emerge che la maggior parte delle segnalazioni provengono dai genitori, da uno dei due nei casi di conflittualità familiare, o da entrambi quando si tratta di problemi con i servizi sociali e soprattutto con la scuola. Particolarmente incisiva è stata l’azione intrapresa dal garante per l’infanzia della Regione Calabria per l’attivazione all’ospedale “Annunziata” di Cosenza della terapia intensiva pediatrica, istituita con decreto nel novembre del 2016 impegnando fondi, per 50 mila euro, garantiti dal budget assegnato all’ufficio del garante regionale e destinato alla formazione del personale medico specialistico. L’avvio del servizio ha evitato le consuete emigrazioni sanitarie in altre regioni. In sette mesi di attività effettiva all’ospedale cosentino sono stati ricoverati 23 bambini, 10 ricoveri diretti, 13 trasferiti da altre unità operative e si sono registrati due decessi. Si tratta di piccoli pazienti che presentavano patologie di gravità medio-alta. Una seconda azione intrapresa dall’attuale garante per l’Infanzia ha riguardato i due protocolli con i Tribunali per minori di Reggio Calabria e Catanzaro con l’impegno di garantire la formazione e l’aggiornamento continuo per assicurare, attraverso dei tutor volontari, la protezione dei minori stranieri non accompagnati.

Sullo stesso argomento nel 2017 è stato sottoscritto con l’Unicef un accordo di collaborazione con l’intento di sviluppare congiuntamente attività di promozione della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e adolescenza, con l’obiettivo della protezione dei minori. «Abbiamo un milione e 200 mila bambini che vivono in povertà assoluta- ha dichiarato alla nostra testata Francesco Samengo, presidente di Unicef Italia, mentre altri due milioni vivono in povertà “relativa”. Noi dell’Unicef oggi, in questa emergenza siamo pronti ad intervenire non solo nei paesi stranieri, ma anche in Italia. Solleciteremo e faremo in modo, con tutte le nostre azioni, ha concluso affichè i bambini vengano tutelati il più possibile».

 

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