Il report

Dalle nascite premature ai tumori operati, i grandi numeri dell’Ospedale di Cosenza: «Punto di riferimento in Calabria»

Il direttore del Dipartimento Materno infantile Gianfranco Scarpelli: «Qui risolti casi clinici complessi nonostante il periodo difficile della pandemia»

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di Salvatore Bruno
19 gennaio 2022
23:00
La neonatologia dell’Annunziata di Cosenza. Nel riquadro Gianfranco Scarpelli
La neonatologia dell’Annunziata di Cosenza. Nel riquadro Gianfranco Scarpelli

Chiude decisamente con un segno positivo l’anno 2021 del Dipartimento Materno Infantile dell’ospedale Annunziata di Cosenza.

I numeri della neonatologia

Nell’Unità Operativa Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, diretta da Gianfranco Scarpelli, si legge in una nota dell'Azienda Ospedaliera, nell’anno 2021 sono stati ricoverati 256 neonati pretermine di cui 68 con peso inferiore a 1500 grammi, con risultati molto positivi in termini di esiti e di sopravvivenza. Inoltre sono state effettuate circa cinquemila prestazioni ambulatoriali tra visite e indagini ecografiche.


Attività intensa

Nell’Unità Operativa Complessa di Pediatria diretta da Natale Dodaro è stato effettuato un elevato numero di ricoveri con patologie complesse con notevole incremento delle attività ambulatoriali specialistiche. In quella di Ostetricia e Ginecologia diretta da Michele Morelli sono stati effettuati circa duemila parti in ostetricia e in ginecologia, 212 interventi minori, 48 interruzioni volontarie di gravidanza e 268 interventi di chirurgia ginecologica complessa di cui 140 tumori maligni provenienti da tutta la Regione Calabria e da altre Regioni Meridionali. Rafforzata, inoltre, la collaborazione e l’integrazione con le strutture ospedaliere e territoriali della provincia di Cosenza.

Riorganizzare il percorso nascita

«Grazie al supporto in termini di nuove attrezzature e di risorse umane messe a disposizione da parte della direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza - ha affermato il Direttore del Dipartimento Gianfranco Scarpelli - l’attività svolta nell’anno 2020 ha raggiunto risultati soddisfacenti . Ancora una volta – ha aggiunto - si evidenzia la necessità di realizzare in Calabria centri di riferimento regionale per specifiche patologie per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e nel contempo si rende opportuno procedere concretamente e rapidamente ad una riorganizzazione e razionalizzazione del Percorso nascita».

L'Annunziata punto di riferimento regionale

«Tenendo conto di quanto previsto nel Libro Rosso degli standard organizzativi e nel documento degli Standard Europei delle cure neonatali realizzato dalla Società Italiana di Neonatologia – prosegue il direttore del Dipartimento - finalmente abbiamo a disposizione gli strumenti per intervenire sul miglioramento della qualità delle cure del Percorso Nascita. Ormai è opportuno e inderogabile considerare i volumi di attività delle varie strutture sanitarie per poter garantire la migliore qualità delle prestazioni sanitarie specie nell’area materno infantile dove, in questi giorni, sono stati risolti diversi casi clinici con problematiche mediche e chirurgiche complesse provenienti da ospedali di tutta la regione».

Ospedale Cosenza, interventi su patologie complesse

«L’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Pediatrica diretta da Fawzi Shweiki ha effettuato importanti interventi con ottimi risultati- informa ancora Scarpelli - su neonati affetti da gravi malformazioni congenite provenienti da tutta la regione ed in particolare atresie esofagee, uropatie malformative, malformazioni congenite intestinali e solo negli ultimi mesi due casi di ernia diaframmatica congenita estremamente difficili e complicati. I piccoli pazienti provenivano da punti nascita della provincia di Reggio Calabria e della provincia di Catanzaro e si sono affidati a noi nonostante fosse stato consigliato loro il trasferimento in centri di chirurgia pediatrica di altre regioni».

Il lavoro del Dipartimento Materno-infantile 

«La notevole mole di attività è stata svolta dalle Unità Operative del Dipartimento Materno Infantile grazie all’impegno e al sacrificio di tutto il personale medico e del comparto, nonostante il periodo difficile della pandemia che ha reso difficile l’operatività negli ospedali in tutta Italia. Questo impegno – conclude Gianfranco Scarpelli - ha permesso di ridurre notevolmente le liste d’attesa anche con utilizzo dei fondi messi a disposizione dalla Regione».

Giornalista
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