Crotone calcio, squalificato per bestemmia Cosmi: «Siamo in un paese laico o no?»

Il tecnico umbro ha assistito dalla tribuna l'ultimo match perso dai suoi contro la Lazio: «La situazione sta sfuggendo di mano»

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di Francesco Spina
14 marzo 2021
18:50

Serse Cosmi siede sulla panchina da poco più di una settimana ma sta già facendo parlare di se per il suo celeberrimo carattere da “duro”. Il tecnico umbro, chiamato a sostituire Giovanni Stroppa, alla guida del Crotone ultimo in classifica, è stato anche scelto dalla società del presidente Vrenna, per essere un grande motivatore che di certo non le manda a dire.

Insomma, la figura giusta per una squadra quasi spacciata e che può tentare il miracolo salvezza puntando principalmente sulla classica “scossa” emotiva, facendo leva sul carattere più che sulla tecnica. Il campo, al momento, ha prodotto per Cosmi la sconfitta in casa dell’Atalanta (a 24 ore dal suo arrivo in Calabria), la vittoria per 4 a 2 contro il Torino e la sconfitta per 3 a 2 all’Olimpico contro la Lazio. La classifica resta preoccupante, ma soprattutto nell’ultimo match contro i biancocelesti, si è vista una squadra pronta a combattere fino alla fine.


Cosmi e le bestemmie 

A Roma, Cosmi ha dovuto assistere alla partita dalla tribuna per via della squalifica da scontare in seguito all’espressione blasfema in occasione della partita precedente, giocata allo Scida contro il Torino. Nel post Lazio – Crotone, il tecnico umbro è tornato però sull’episodio ed in particolare sul discorso legato delle bestemmie in campo: « Il fatto che nemmeno quando si rientra nel tuo spogliatoio non ci si possa lasciare andare, per così dire, implica che la situazione sta sfuggendo di mano secondo me – ha affermato l’allenatore, che ha poi continuato il suo sfogo – spero si possa prendere in considerazione eventuali modifiche a questo genere di normativa, in merito al concetto di blasfemia, nella maniera giusta. Fino a prova contraria penso di vivere in un Paese laico». L’allenatore dei pitagorici ha poi aggiunto: «Ci sarebbe da disquisire anche sul contenuto della norma stessa, ma non lo voglio fare per non far entrare in mezzo associazioni clericali. O modificano le norme o le persone che stanno vicino agli spogliatoi» A segnalare la bestemmia proferita da Cosmi all’intervallo della sfida vinta dai pitagorici sette giorni fa è stato infatti un collaboratore della Procura Federale.

Giornalista
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