A Briatico firmato il patto per la rigenerazione urbana: «Basta consumo del suolo»

INTERVISTE | Il protocollo è stato stilato tra il Comune e la Fondazione ordine degli architetti. Il presidente Foti: «Valorizziamo l’esistente»

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di Giusy D'Angelo
28 luglio 2021
11:50

Rigenerazione urbana, sostenibilità, riqualificazione degli spazi pubblici, argine alla cementificazione selvaggia e al consumo di suolo. Sono questi alcuni dei punti sui quali sono state poste le basi per il Patto per il Comune di Briatico siglato nelle scorse ore. Il progetto è stato fortemente voluto dal Comune di Briatico e dalla Fondazione ordine degli architetti, rappresentati rispettivamente dal sindaco Lidio Vallone e dal presidente del sodalizio (nonché presidente dell’ordine degli architetti) Fabio Foti al fine di promuovere politiche di rigenerazione urbana e sostenibile.

Il patto per il Comune di Briatico

Si parte dalla necessità di individuare soluzioni partecipate per sostenere e sviluppare politiche di rilancio delle cittadine e dei paesi fondate su processi di riqualificazione urbana e rivitalizzazione economica: «Come amministrazione – ha evidenziato il primo cittadino – abbiamo pensato di dare risposte alle esigenze del territorio a cominciare alle problematiche connesse alla rigenerazione urbana, alle criticità paesaggistiche, ambientali, storiche e culturali». Parola d’ordine, programmare; «al fine di rendere Briatico un punto di riferimento per l’intera Costa degli dei».


Consumo del suolo

Sviscerando il patto, il presidente Foti ha tenuto a precisare: «Non sono questioni di architetti ma di politica, inerenti al governo del territorio. Fino a qualche tempo fa il territorio veniva governato – ha specificato – secondo il governo dell’espansione. Ancora oggi il consumo del suolo è impressionante, si è solo ridotto per la pandemia e crisi economica. Non mancano record negativi per zone come Ricadi, Vibo Valentia. E Briatico purtroppo non è da meno».

Rigenerazione e riqualificazione urbana

In passato più costruzioni significavano sviluppo economico ma si tratta di «aspetti che hanno impoverito il territorio e al contempo limitato le possibilità», ha aggiunto Foti. Oggi gli amministratori sono chiamati a confrontarsi sul tema della rigenerazione e riqualificazione urbana «che significa basta al consumo del suolo. Riduciamo al minimo le nuove costruzioni perché abbiamo tanto invenduto e case vuote, cerchiamo di intervenire sul patrimonio edilizio esistente e sulle aree urbane a cominciare dalle frazioni spesso abbandonante, nuclei slegati concettualmente e culturalmente separati dal contesto generale».

Il ruolo delle sane amministrazioni

Per il presidente Foti una sana e illuminata amministrazione deve invertire questa tendenza sia attraverso il Piano strutturale comunale che ad oggi l’ente non possiede, sia attraversi interventi legati alla parte “costruita”, all’urbano e «abbiamo immaginato in attesa di uno strumento di programmazione di definire un documento di indirizzi partendo dall’analisi dell’esistente, della situazione in cui si trova il territorio dal punto di vista idrogeologico, delle fiumare, dell’inquinamento, delle cave e che le declini in un nuovo paradigma con valorizzazione territorio, aree storico-paesaggistiche, definizione dei progetti».

Fondi e programmazione

Altro aspetto riguarda la programmazione delle risorse per le quali non c’è un pensiero strategico ma tanti tasselli che appaiono sconnessi e senza fine: «L’idea è quella di definire la vocazione del territorio tenendo conto non solo dei confini di Briatico ma di area vasta coinvolgendo anche altri Comuni». In tale contesto, ha sottolineato Foti «forniremo supporto tecnico-scientifico ad una amministrazione decisa sul tipo di sviluppo che vuole perseguire e in grado di delineare le risorse che intende intercettare». Parafrasando lo studioso Luigi Lombardi Satriani, Foti ha poi parlato delle città del Mediterraneo che appaiono sempre più città delle solitudini: «Lo spazio dell’abitare deve trovare una nuova dimensione», ha inteso rimarcare.

La collaborazione con il Comune

«Oggi – ha concluso il presidente dell’Ordine degli architetti – firmiamo questa convenzione, una cornice istituzionale che ci permette di attivare questa collaborazione. Da qui daremo una mano al Comune per dotarsi di strumenti a interesse strategico».

Interviste a cura di Cristina Iannuzzi

Giornalista
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