Abate (M5s): «Puntiamo sulla ricerca per superare la crisi agrumicola calabrese»

Secondo la senatrice il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura) che ha assunto 400 studiosi rappresenta il principale strumento per migliore lo sviluppo del settore agroalimentare regionale

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di Redazione
16 gennaio 2019
12:44
La senatrice Rosa Abate
La senatrice Rosa Abate

«Su impulso del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo oltre 400 i ricercatori sono stati assunti dal Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria. Il Crea rappresenta il principale ente di ricerca al servizio delle aziende agricole, uno strumento fondamentale da valorizzare nel migliore dei modi per lo sviluppo del settore agroalimentare italiano». Lo afferma, in una nota, la senatrice M5S Rosa Silvana Abate, componente della Commissione agricoltura.

 

«I ricercatori - prosegue Abate - da tempo erano in attesa di un contratto. È una tappa fondamentale per il percorso di crescita voluto dal Governo perché è proprio grazie alla ricerca e alla cooperazione che può essere superata anche la crisi di produzione che quest'anno ha investito gli agrumeti della Sibaritide. Avevamo già audito in Commissione agricoltura i ricercatori del Crea per sentire le loro proposte e i loro problemi. Il loro lavoro di ricerca può essere fondamentale per risolvere i problemi della Sibaritide. In queste settimane agricoltori, imprenditori, organizzazioni produttori hanno più volte denunciato come il comparto agrumicolo della Piana di Sibari, uno dei settori più importanti dell'agroalimentare regionale e nazionale, sia in crisi». Sostiene ancora la parlamentare: «La vendita delle clementine e delle arance è in una fase di stallo. I problemi sono dovuti alla poca produzione scaturita dalle avverse condizioni meteo oltre che ad un mercato ridotto all'osso. A denunciare la grave situazione è Cristian Vocaturi, vicepresidente nazionale e presidente regionale di Agrocepi».

 

Conclude la nota «La crisi, oltre che ai cambiamenti del clima che segnano ormai da sempre le stagioni con forti ricadute anche sul settore agricolo, si deve anche al prezzo e ad una relativa diminuzione di vendita del prodotto. Tre concause che hanno fatto segnare una importante calo percentuale di fatturato che sta mettendo a dura prova l'intero settore agrumicolo della nostra regione. Per uscire da questa impasse si deve puntare inevitabilmente sulla ricerca. I brevetti e le innovazioni serviranno proprio a trovare delle valide contromisure a queste concause che mai come quest'anno hanno messo in ginocchio i produttori della Piana di Sibari».

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