Ambiente, Nicola Gratteri finalista per il 'Nobel' della sostenibilità

Il procuratore è entrato stranamente a far parte di questa particolare competizione perché tra i punti fissati dall’Assemblea delle Nazioni Unite c’è anche la «riduzione sostanziale di corruzione e bustarelle»

di Redazione
12 marzo 2021
18:37
Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

Nicola Gratteri è tra i cinque finalisti del Win Win Gothenburg Sustainability Award, una sorta di premio Nobel della sostenibilità promosso dal Comune di Göteborg, dalla Contea di Västra Götaland (Svezia) e da undici entità e aziende industriali svedesi. Il premio è stato assegnato a personalità come l’ex primo ministro norvegese e direttore dell’Oms Gro Harlem Brundtland, l’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan e il vicepresidente americano Al Gore.

È entrato stranamente a far parte di questa particolare competizione perché tra i punti fissati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015, c’è anche la «riduzione sostanziale di corruzione e bustarelle» come condizione per uno sviluppo sostenibile. Lo scopo dei promotori del premio è «stimolare la creatività e realizzare durevoli sinergie nell’atto di ricercare il giusto equilibrio fra bisogni ecologici, ambientali e sociali».


Le motivazioni della giuria

La giuria della competizione ha nominato il magistrato perché è «pubblico ministero nel più grande processo d’Italia contro la mafia, responsabile dell’incriminazione di oltre 350 persone per presunti legami con l’organizzazione mafiosa “’Ndrangheta” che opera nell’Italia meridionale. La giuria ha nominato Gratteri per la sua determinazione nel mettere la sicurezza collettiva davanti alla sua sicurezza personale, al prezzo di essere costretto a vivere sotto costanti minacce di ritorsione da parte delle organizzazioni criminali che si è impegnato a combattere. La vicenda di Nicola Gratteri dimostra quanto sia importante che i paesi abbiano istituzioni legali perfettamente funzionanti che sono rispettate e usate in modo corretto».

La soddisfazione Legambiente

«La nostra Associazione – spiega la presidente di Legambiente Calabria Anna Parretta– si è battuta per 21 anni per l'approvazione della legge 68 del 2015 sugli ecoreati, che ha consentito di inserire i delitti ambientali nel Codice penale e di assicurare alla giustizia i malfattori. La difesa dell’ambiente parte dalla lotta alle ecomafie. Condividiamo dunque le motivazioni espresse dalla giuria per la candidatura di Gratteri al prestigioso premio e ci auguriamo che il prezioso impegno e la determinazione che il Procuratore sta dimostrando anche nella lotta alle ecomafie possa spingere sempre più cittadini, enti ed istituzioni a dare il proprio contributo a difesa di un patrimonio naturalistico e paesaggistico che non può essere alla mercé di coloro che devastano il territorio per soddisfare i propri interessi personali».

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