Aree industriali in crisi, scontri nel Pd sul caso di Vibo Marina

Il consigliere regionale Tassone declina l’invito del collega Guccione e rilancia: «Che fine hanno fatto Tavoli tecnici e lo studio Nomisma?»

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di Redazione
20 luglio 2020
08:10
L’ex Italcementi a Vibo Marina
L’ex Italcementi a Vibo Marina

La definisce un’iniziativa politica dal «sapore estemporaneo». Non concertata e non frutto di dialogo. Pertanto la respinge al mittente non senza aver richiamato l’importanza del tema in questione. Luigi Tassone, consigliere regionale del Partito democratico, non parteciperà agli incontri sulle aree industriali in crisi promossi per mercoledì dal suo collega e compagno di partito Carlo Guccione a Vibo Valentia e Lamezia Terme. «Anche se – spiega – il tema è di estrema rilevanza». E ciò, nonostante fosse già stato inserito al tavolo dei relatori al fianco dello stesso Guccione, del consigliere regionale Libero Notarangelo e del responsabile nazionale Lavoro del Pd Marco Miccoli.

 

E nell’aprire un nuovo fronte di scontro interno ad un partito già lacerato dal correntismo, il consigliere di Serra San Bruno non manca di richiamare l’attenzione proprio sull’area industriale di Vibo Marina. «Ricordo a tutti – argomenta Tassone – che per l’area di Vibo Marina, su impulso dell’allora viceministro Fassina e del Governo Letta, fu promosso un Tavolo tecnico a Roma con i sindacati ed i rappresentanti del territorio e fu effettuato un importante studio da Nomisma che fu colpevolmente sottovalutato dal Governo regionale di centrodestra e dall’allora amministrazione comunale. Era, infatti, una buona base di partenza, che avrebbe potuto dare serie prospettive. Ritengo che questo argomento, molto particolare, debba essere sviluppato dal Pd, in tutte le sue articolazioni, e dal gruppo regionale. Se poi esiste un nuovo studio – s’interroga Tassone – da chi è stato elaborato? Dal Governo o dal Pd?».

Quindi motiva il “no” a Guccione: «Le iniziative di rilevanza strategica devono essere oggetto di dialogo e concertazione. C’è stata in questo caso una campagna di ascolto con i cittadini, con le Istituzioni e con gli imprenditori? E di cosa dovremmo parlare, se non abbiamo una risposta nemmeno a queste domande?».

Ad avviso di Tassone, «In questo momento delicato, occorrerebbe ponderare attentamente l’effetto di ogni azione politica che, se mal interpretata, rischierebbe di trasformarsi in qualcosa di controproducente. Ci sarebbe bisogno di un approccio diverso nella Calabria che prova a superare l’emergenza sanitaria ed economica. Tutti – conclude – possono e devono dare il proprio contributo per il rilancio della nostra regione, ma devono essere messi nelle condizioni di poterlo fare con consapevolezza. Se, invece, vengono saltati i dovuti passaggi politici ed istituzionali, i cittadini percepiscono distanza e improvvisazione e sono indotti a valutare le azioni messe in campo come iniziative politiche dal sapore estemporaneo».

 

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