Corigliano-Rossano, il prefetto Bagnato: «Nessuna ipotesi di ampliamento di Bucita»

Anche il commissario frena le “paure” degli ambientalisti sull’ipotesi che il sito rossanese possa diventare “pattumiera” della Calabria. Ma Stasi e i movimentisti non si fidano: «Il Dipartimento Ambiente revochi i provvedimenti»

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di Marco  Lefosse
4 gennaio 2019
19:04
Il prefetto Domenico Bagnato
Il prefetto Domenico Bagnato

«Allo stato risultano infondate ipotesi di ampliamento dell’impianto di trattamento di Bucita». È perentorio il commento del commissario prefettizio di Corigliano-Rossano, il prefetto Domenico Bagnato, cogliendo l’occasione per invitare tutta la cittadinanza a «non lasciarsi condizionare da un ricorrente clima di allarmismo, disinformazione pilotata e preoccupazioni largamente ingiustificate ed artatamente diffuse».

 

Allarmismo ingiustificato

«L’ingiustificato allarmismo su paventati progetti di ampliamento dell’impianto di Bucita – scandisce ancora il Prefetto – da l’occasione per informare che in una nota trasmessa nei giorni scorsi dalla Regione Calabria a tutti i Sindaci, veniva indicato quello di Bucita quale unico impianto pubblico esistente in provincia di Cosenza nel quadro del sistema regionale dei rifiuti. Nello schema regionale riportato nella nota trasmessa ai Comuni – sottolinea Bagnato – il sistema dei rifiuti in provincia di Cosenza può contare sulla presenza di cinque impianti di trattamento. Il che rende, quindi, infondata la preoccupazione diffusasi nei giorni scorsi circa l’utilizzo dell’infrastruttura di Bucita quale unico impianto nel quale far confluire tutti i Comuni della provincia. Allarmismo che diventa ancora più incomprensibile se si considera – va avanti – che l’impianto ha una capacità di trattamento di 40mila tonnellate annue di indifferenziato e 8mila di organico; limiti oltre i quali lo stesso impianto non può funzionare. L’organo commissariale presterà in ogni caso massima e costante attenzione sulla questione».

 

Insomma, la buona notizia che aveva annunciato stamani il presidente de Il Coraggio di Cambiare l’Italia, sulla improbabilità di vedere trasformato l’impianto rossanese in “pattumiera della provincia di Cosenza” trova ora sponda e conferma nelle stanze istituzionali del Comune.

 

Gli ambientalisti non si fidano e chiedono un sussulto da parte del Dipartimento Ambiente

Non ne sono ancora convinti i rappresentanti delle associazioni ambientaliste del territorio che attraverso il loro rappresentante, Flavio Stasi (portavoce del movimento Corigliano-Rossano Pulita), attendono riscontri concreti da parte del dirigente del Dipartimento Ambiente, Orsola Reillo. Uno su tutti: la revoca del provvedimento che avrebbe decretato il trasferimento di tutti i rifiuti della Provincia di Cosenza nell’impianto di trattamento rossanese.

 

Giornalista
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