Crotone, è emergenza idrica in agricoltura: «L’acqua non basta più»

VIDEO | L’aumento dei rilasci per 5 giorni autorizzato oggi dalla Regione ad A2A non è sufficiente. «Non ci siamo né come tempistica e né come volume di erogazione», denuncia il presidente del Consorzio di bonifica ionio crotonese 

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di Francesca Caiazzo
16 luglio 2021
20:38

Il Consorzio di Bonifica ionio crotonese l’aveva chiesto più volte, nelle scorse settimane, e oggi, nel giorno in cui il presidente Roberto Torchia ha indetto una conferenza stampa per denunciare l’emergenza idrica vissuta dagli agricoltori, la Regione ha autorizzato la A2A - la multinazionale che gestisce i laghi silani in virtù di una concessione idrica a fini idroelettrici - ad aumentare, dal 17 al 21 luglio, la portata dei rilasci dalla diga di Migliarite dagli attuali 2,5 metri cubi al secondo a 3 metri cubi al secondo. Una soluzione tampone, assunta per fronteggiare l’emergenza degli ultimi giorni e scongiurare la perdita di alcune colture estive, in attesa di una eventuale revisione della convenzione, ormai vecchia di 50 anni, che regola la portata dei rilasci da parte di A2A.

L’acqua non basta più

Il problema è sistemico. I quantitativi d’acqua rilasciati, infatti, si rivelano da anni insufficienti, denuncia Torchia, anche «per via del cambiamento climatico e delle evoluzioni che ha avuto l’agricoltura, che non irriga più per 5 mesi all’anno, dal primo maggio al 30 settembre come previsto dalla convenzione, ma anche per 10 mesi in un anno. L’acqua, dunque, non basta più né come tempistica di erogazione né come volumi erogati». Per questo il presidente del Consorzio di Bonifica ionio crotonese sottolinea la necessità di rivedere la convenzione con A2A.


Problema siccità

L’emergenza idrica nel settore agricolo è ormai diventata cronica: «Se le criticità si ripropongono per sei, sette anni consecutivi, in maniera continua e uguale, vuol dire che c’è qualcosa che non va». Inoltre, a causa della siccità registrata negli ultimi mesi, quest’anno «siamo partiti con l’irrigazione stagionale con un deficit di risorsa d’acqua. Il lago di Sant’Anna, che normalmente quando è pieno contiene 16 milioni di metri cubi, quest’anno era a circa 8 milioni».

Bisogna poi tener conto che «le inefficienze delle strutturazioni impiantistiche portano che lo stesso impianto che nacque per l’irrigazione, per mancanza d’altro, fornisce pure acqua ai Comuni di Isola di Capo Rizzuto e Cutro, per tutta la costa ionica, dove sono presenti anche diversi villaggi turistici».

L’acqua in mare

Ma Torchia evidenzia anche un’altra anomalia: «I laghi artificiali Arvo e Ampollino, perfettamente incastonati nel paesaggio silano, sono i nostri due serbatoi e da qui parte l’acqua, che fa tre salti di produzione elettrica. A2A poi consegna l’acqua, che serve per le attività agricole del bacino del Neto, nella vasca di Calusia. Lì, come Consorzio utilizziamo circa 100 milioni di metri cubi, loro ne lavorano 330 milioni di metri cubi, quindi per differenza, l’altra acqua prende la via del fiume verso il mare, perché la loro produzione non è legata al fabbisogno della valle, ma alle loro esigenze di produzione idroelettrica. Io credo che questo in Calabria possa avvenire solo se c’è equilibrio e rispristino delle necessità del sistema agricolo, ristabilendo le priorità dell’utilizzo dell’acqua come prevede la legge: uso potabile, uso agricolo e, infine, uso industriale».

Giornalista
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