Palmi, monte Sant'Elia sfregiato da incuria e mancata gestione comunale

VIDEO | Le sue bellissime pinete sono un ricettacolo di immondizia, i suoi sentieri tappezzati di plastica e lattine, eternit e resti di laterizi, mentre l'ente dice di non avere le risorse per gestirlo e guarda ai privati

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di Francesco Altomonte
26 aprile 2019
17:06
Rifiuti abbandonati
Rifiuti abbandonati

Panorami mozzafiato e degrado, potenzialità dal punto di vista turistico enormi, ma frustrate da decenni di abbandono. Le sue aspre rocce proteggono la città fin dalla sua nascita. Da ogni punto di Palmi alzando lo sguardo si vede il monte Sant’Elia, crinale costiero del massiccio dell’Aspromonte, un luogo pieno fascino e storia. Con i suoi 579 metri di altezza, Sant’Elia è una terrazza naturale affacciata sul Tirreno. Se dal mare, però, si volge lo sguardo ai boschi è tutta un’altra storia. Le sue bellissime pinete sono un ricettacolo di immondizia, i suoi sentieri tappezzati di plastica e lattine, eternit e resti di laterizi.

 

«Il Comune – ha dichiarato il sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio – in questo momento, purtroppo, non è in condizione di gestire l’immenso parco di Sant’Elia per questo stiamo approntando un bando per la gestione ai privati, che potrebbero sviluppare progetti per un parco avventura e gestire le aree picnic. Per farlo noi servirebbero risorse che in questo momento non abbiamo. Mi dispiace dirlo, ma è così».

 

Il Comune di Palmi, quindi, alza bandiera bianca e guarda al privato per il rilancio turistico del monte Sant’Elia, mentre camminando per le pinete si colgono appieno le potenzialità di un’area bellissima dal punto di vista naturalistico, sfregiata quotidianamente dall’uomo e segnata da anni di abbandono da parte di chi aveva l’onore di gestirla. Un Comune che è seduto su una “miniera d’oro” di cui non sa bene, da un trentennio, cosa farne. Non esiste cartellonistica, i sentieri non sono tracciati, l’immondizia è dappertutto e le aree picnic sono devastate.

 

«Nell’immediato – ha aggiunto Ranuccio – mi ripeto, possiamo solo pulire e tagliare i prati nelle ricorrenze, come Pasqua e Pasquetta e il Primo maggio. Per il resto non siamo nelle condizioni economiche di potere gestire il Sant’Elia come meriterebbe».

 

Sant’Elia è un paradosso che fa male agli occhi e al cuore: al blu intenso del Tirreno fanno da contraltare le brutture create dall’uomo: la sporcizia, l’incuria e il menefreghismo.

 

«Non è una scusa – ha concluso il primo cittadino – ma molti treni sono stati persi negli anni scorsi. Ricordo a me stesso il progetto per collegare con una funivia la spiaggia della Marinella con il monte Sant’Elia. In questo momento finanziamenti pubblici non ce ne sono e noi non possiamo fare molti di più se non indire un bando e guardare al privato per un piano di rilancio dell’intera area».

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