Stretta agli eco-reati, previste modifiche al codice penale ed antimafia

Oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri il decreto di legge Terra mia: trentadue articoli distribuiti in sei capi che riguardano sanzioni, discariche abusive e confisca

22 ottobre 2020
12:59
L’incendio nella discarica di San Giovanni in Fiore
L’incendio nella discarica di San Giovanni in Fiore

Terra mia, oltre ad essere il titolo del cortometraggio di Gabriele Muccino sulla Calabria, è anche il nome attribuito al testo che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sottoporrà nella giornata odierna all’esame del Consiglio dei ministri.

Si tratta di 32 articoli che vanno a modificare diverse norme, alcune contenute nel decreto legislativo 152/06, ossia il Testo Unico sull’Ambiente, altri nel Codice Penale, in quello Antimafia del 2011, sulla responsabilità amministrativa degli enti. Altri piccoli interventi anche sul Codice di procedura penale e sul Testo unico sull’immigrazione.


Le discariche

In Calabria i reati ambientali sono all’ordine del giorno. Le immagini delle discariche e delle aree di stoccaggio dei rifiuti incendiate sono recentissime, basti pensare a Cassano allo Ionio, Siderno, Motta San Giovanni, Squillace e tante altre località in cui si sono verificati questi eventi. Senza tralasciare il contesto dei siti abusivi che puntualmente vengono posti sotto sequestro dalle autorià.

 

E proprio sulle discariche il decreto va a legiferare. Infatti in caso di esercizio abusivo, per i proprietari dei fondi sui quali vengono realizzate sarà quasi impossibile rientrare in possesso delle aree sequestrate o confiscate. I titolari dovranno dimostrare di non aver tratto profitto dalla attività illecita e a loro resterà comunque l’obbligo di bonifica nonchè di ripristino dello stato dei luoghi.

Le modifiche

I cambiamenti al decreto legislativo 159 del 2011, il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, sono sostanziali. Terra mia include tra i beni giuridici rilevanti da tutelare anche l’ambiente (oltre a integrità fisica o morale dei minorenni, sanità, sicurezza o tranquillità pubblica). Inoltre va ad istituire il cosiddetto daspo ambientale con il quale sarà possibile disporre l’allontanamento dai luoghi dove si ritiene vengano commessi illeciti contro l’ambiente.

 

I reati ambientali che prevedono la responsabilità amministrativa degli enti sono: l’incendio boschivo, il reato di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, quello di impedimento di controllo, di omessa bonifica e di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.

 

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