Emergenza rifiuti, Cosenza e Corigliano-Rossano potranno ancora conferire

I due popolosi centri abitati potranno sversare quantità maggiori all'impianto di Calabra Maceri, che però è ormai sull'orlo del collasso

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di Salvatore Bruno
20 maggio 2020
07:48

I comuni dell’Ato Cosenza fanno strada alle due città più popolose dell’Ambito: il capoluogo bruzio e Corigliano-Rossano, dando loro la precedenza nel conferimento dei rifiuti all’impianto di Calabra Maceri, l’unico ancora in funzione nella provincia.

Cittadini esasperati

Il rallentamento della filiera determinato dalla saturazione delle discariche sta mettendo in crisi soprattutto i centri maggiori, con tonnellate di spazzatura abbandonate agli angoli delle strade. In Viale Sant’Angelo, nello zona dello scalo dell’abitato jonico, i cittadini esasperati hanno dato vita ad una protesta spontanea con gravi disagi per la viabilità. Nei giorni scorsi analoga iniziativa era stata assunta a Cosenza nel quartiere di San Vito Alto.

Conferimenti rimodulati

L’ufficio di presidenza dell’Ato guidato da Marcello Manna, ha per questo inviato una comunicazione a Calabra Maceri chiedendo di rimodulare il servizio dando priorità di conferimento proprio ai camion provenienti da Cosenza e Corigliano-Rossano. Ma anche nell’impianto rendese la situazione è al collasso.

Sbilanciamento entrata-uscita

In una missiva firmata dall’amministratore Crescenzo Pellegrino, viene denunciato l’ormai insostenibile rapporto tra i rifiuti in ingresso, ieri 19 maggio ne sono giunte 461 tonnellate, e le quantità di scarti in uscita, al momento limitate al solo sottovaglio compost conferito alla discarica di San Giovanni in Fiore.

Filiera bloccata

Ancora bloccato invece il conferimento, sempre a San Giovanni in Fiore, degli scarti provenienti dal trattamento meccanico dei rifiuti differenziati e quello del CSS, il Combustibile Solido Secondario destinato invece al termovalorizzatore di Gioia Tauro, da tre settimane fermo per manutenzione.

Disagi inevitabili

«In queste condizioni l’impianto non lavora in sicurezza» scrive Crescenzo Pellegrino. Rimane quindi la necessità di limitare gli scarichi Rur (la frazione secca indifferenziata) e quelli dell’organico, con inevitabili disagi per l'utenza. 

Giornalista
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