Sul fiume Crati lavori nuovamente fermi: «Dopo la piena è passata anche l’emergenza?»

Gli attesi lavori che dovrebbe mettere in cantiere la Regione Calabria ancora non sono stati avviati. Oggi, in merito alla questione, c’è stato un incontro in Prefettura e intanto cresce l’indignazione dei cittadini

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di Marco  Lefosse
16 dicembre 2019
17:00

Passata la piena, passata l’emergenza. Questo è quello che ha potuto pensare la Regione Calabria e tutti quegli enti che sabato mattina si sono trovati sull’argine cadente del Crati per cercare di tamponare una situazione che stava per trasformarsi in tragedia. Proprio come un anno fa. Già, perché stamattina sulle sponde del fiume non c’era più nessuno. Il livello dell’acqua è ritornato normale, il sole splende in cielo e gli aironi sono ritornati a fare capolino sugli arbusti di macchia mediterranea che popolano l’antefoce del lungo corso d’acqua cosentino. I lavori della ruspa, il posizionamento di due camionate di massi e poi via… tutto come prima. E i lavori di rifacimento dell’argine, quelli utili a far sì che le famiglie che vivono a Thurio e Ministalla possano dormire sonni tranquilli, quando inizieranno?

 

Aver evitato la rottura del ciglione e il ripetersi di un’inondazione drammatica, certamente non significa aver risolto il problema. Anzi. E questo lo sanno bene, anzi benissimo, i residenti di quella zona che si sono sentiti nuovamente come “sedotti e abbandonati”.

Tra l’altro, pare che stamani a Cosenza si sia tenuto un vertice in prefettura proprio per discutere della questione dell’argine del Crati e sull’inizio dei lavori finanziati dalla Regione. Incontro al quale – da quanto se n’è saputo – avrebbero preso parte, tra gli altri, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e anche un tecnico delegato dalla senatrice Silvana Abate (a Roma per il voto di fiducia alla finanziaria). Sull’esito dell’incontro, però, dal palazzo del governo non è trapelato nulla. L’unica cosa certa è che a tutt’oggi i lavori di realizzazione del nuovo argine non sono iniziati, è stato insediato il cantiere ma di mezzi e uomini nemmeno l’ombra. E da quanto si è capito ci vorrà ancora del tempo. Intanto, l’indignazione dei cittadini è in crescendo.    

Giornalista
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