Carenza idrica

La guerra dell’acqua, il grande bluff di A2A e gli agricoltori minacciano: «Situazione catastrofica, bloccheremo tutto»

VIDEO | Il colosso dell'idroelettrico aveva garantito rilasci per 155mila metri cubi d'acqua, questa mattina i campi arsi dal sole e i frutti bruciati sui rami. «Atteggiamento coloniale verso i contadini calabresi» 

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di Luana  Costa
19 agosto 2021
15:01

«La situazione è diventata catastrofica» confessa Antonio Pietro Mazza, agricoltore dell'alto ionio catanzarese. «È mancata l'erogazione dell'acqua con regolarità e abbondanza da parte di A2A che manifesta un atteggiamento coloniale verso i contadini calabresi». Ha disatteso ancora una volta gli impegni assunti ieri, durante il tavolo di concertazione convocato in Regione, il colosso dell'idroelettrico che gestisce l'acqua pubblica calabrese.

La grande sete

A2A aveva garantito rilasci per 155mila metri cubi al giorno. «Non ce n'è acqua - conferma Filippo Biamonte -. In questo momento nella nostra zona non c'è acqua e i danni sono evidenti sia sul terreno che sugli alberi». Questa mattina sono stati rilasciati 72mila metri cubi d'acqua, 43mila pescati da Sorical da destinare ad uso potabile. «Pomodori, peperoni; tutto è andato a male. Zucche, zucchine; tutto a male è andato» conferma esasperato Vittorio Vono, agricoltore di Sellia Marina.


Campi arsi dal sole

I campi lungo la costa ionica catanzarese si presentano bruciati dal sole e dalla mancanza d'acqua. La peggiore stagione agricola degli ultimi anni: «A causa della siccità - spiega Coriolano Biamonte che possiede diversi ettari vocati ad agrumeti - i frutti sono caduti. Ciò che è rimasto è piccolo e sarà invendibile e non potrò occupare personale per la raccolta».

Abuso di acqua potabile

Agricoltori in ginocchio, danni incalcolabili. Le colture ortofrutticole bruciate dalla siccità e gli agrumeti hanno abortito i frutti sui rami: «È peggio di ieri e degli altri giorni - incalza Giuseppe Galea, titolare di una azienda agricola -. La A2A non ha rilasciato nulla. Acqua noi ne abbiamo e rischiamo di autodenunciarci con il Comune perchè usiamo l'acqua potabile».

Rivoluzione

Allevatori disperati, costretti a drenare l'acqua potabile per non lasciare morire di sete gli animali. «Se nessuno interviene noi facciamo una rivoluzione che blocchiamo tutto perchè non si può tirare avanti così» lascia poco spazio ai dubbi Vittorio Vono, a cui fa eco Giuseppe Galea: «Faremo vedere i sorci verdi ai nostri consiglieri regionali e agli amministratori perchè non è possibile essere trattati come una colonia».

Giornalista
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