Nessun ricorso al Consiglio di Stato dopo la sentenza del Tar di Catanzaro favorevole alla società “Parco eolico San Vito Srl”. Per il 9 ottobre convocato un sit-in in Cittadella
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La Regione Calabria non si opporrà alla sentenza del Tar di Catanzaro che ha dato il via libera alla realizzazione del Parco eolico San Vito, ricadente nel comune di San Vito sullo Ionio. Nessun ricorso al Consiglio di Stato, dunque, da parte dell’avvocatura regionale, come del resto già ventilato da più parti. La conferma è arrivata nel corso di un incontro che, in Cittadella, ha riunito intorno allo stesso tavolo il Dipartimento regionale competente, il Movimento terra e libertà Calabria, Italia nostra Soverato e Kalabria Trekking.
Quest’ultima associazione, in particolare, vede ora concretamente a rischio il suo fiore all’occhiello: quel Kalabria coast to coast, già inserito tra i cammini escursionistici più importanti d’Italia e celebrato perfino dal Time, da tempo divenuto un autentico attrattore turistico oltre che motore di una crescente economia nei territori che attraversa lungo i 55 chilometri di sentieri che dividono Soverato da Pizzo. A dare notizia della rinuncia all’opposizione al pronunciamento del Tar da parte della Regione è la Gazzetta del Sud.
Il progetto, nello specifico, prevede l’installazione di 14 torri alte 140 metri. La prima versione, risalente al 2006, prevedeva l’installazione di 25 aerogeneratori di minore altezza. Nel 2022 una variante ne riduceva quindi il numero, aumentando però le dimensioni delle torri, mantenendo al tempo stesso inalterata la potenza generata, pari a 50 MW. Nel 2024 il Dipartimento Sviluppo economico ed attrattori culturali della Regione aveva decretato la decadenza del Provvedimento autorizzatorio unico. Da qui il ricorso al Tar da parte della “Parco eolico San Vito Srl” che aveva impugnato il decreto, ottenendo ora una sentenza favorevole avverso la quale la Regione, come detto, non ricorrerà.
La notizia rinfocola la mobilitazione che le associazioni ambientaliste avevano già programmato, con un sit-in alla Cittadella regionale, per il 9 ottobre prossimo. L’iniziativa viene rilanciata proprio da Kalabria Trekking Aps che, sul punto, pone una serie di interrogativi che riguardano anzitutto il modello di sviluppo territoriale immaginato dai decisori regionali.
«Che idea di territorio vogliamo costruire?» scrive non a caso l’associazione. «Da una parte promuoviamo il turismo lento, i cammini, il paesaggio, la natura e quell’autenticità che porta ogni anno camminatori e visitatori a scoprire le nostre montagne. Dall’altra, nello stesso territorio, si autorizza un intervento che può modificare profondamente paesaggio, fruibilità del percorso e attività economiche legate al cammino. Il punto non è essere contro le energie rinnovabili. Il punto è chiedersi dove, come e con quale visione vengono realizzati questi interventi. Perché un territorio non è soltanto uno spazio disponibile. È paesaggio. È economia. È identità. È comunità. È futuro».
II Cammino Kalabria Coast to Coast, si aggiunge, «non è soltanto un sentiero: è un progetto di sviluppo territoriale costruito dal basso, insieme alle comunità e alle attività che oggi vivono del cammino. Il 9 ottobre, ci incontreremo per portare attenzione su una questione che riguarda non soltanto il Kctc, ma il futuro di un intero territorio. Prima di cambiare per sempre un paesaggio, chiediamoci quanto vale ciò che rischiamo di perdere».


