Dalla Berlino postbellica alla Turchia in trasformazione e alla Russia di Stalin, Alvaro racconta i grandi mutamenti storici, denunciando le ingiustizie e anticipando i pericoli dei regimi totalitari
Questa raccolta di quattro racconti ‘lunghi’ è uno dei vertici, se non il vertice, della narrativa alvariana. È imperniata sulla sopraffazione esercitata dalle civiltà più evolute, sulla pulsione di violenza che percorre la Germania, sull’odio che scaturisce dalle diversità di razze e di culture e sul male di vivere che incattivisce in una spiaggia assolata
Il romanzo ripercorre l’intera parabola di tutta una generazione, quella dei ventenni: dalla retorica interventista sulla guerra come compimento del risorgimento inconcluso allo scontro traumatico con la realtà della morte e della distruzione
Uno scrittore che s’incammina risolutamente nell’analisi del dis-vivere contemporaneo: quello della solitudine e dell’emarginazione, dell’insignificanza e della frustrazione, dell’atonia esistenziale e del gelo umano
Una lettura “diversa” di una raccolta di novelle che è la meno indagata. Fra quelle alvariane. È stata composta sotto l’influsso di Massimo Bontempelli, ma non solo: c’è, in controluce, l’Alvaro della solitudine
La raccolta del 1929, compatta e simbolica, racconta il trauma dell’incontro fra mondo ancestrale e modernità attraverso figure sospese tra mito, infanzia e perdita, fino alla parabola conclusiva di Bruno, giovane che tenta di reinventarsi attraverso un amore soltanto immaginato
Sebastiano Babel, il protagonista del romanzo è secondo lo scrittore «il primo esemplare di quella letteratura degli uomini traballanti del dopoguerra che formò un’epoca»: una narrazione che si apre alle suggestioni di Dostoevskij e di Bontempelli nella rivelazione della patologia contemporanea
Non è verista e regionalistica, come troppe volte si è scritto. Lo scrittore, in questa nuova lettura, appare invece già proiettato a esprimere la solitudine e l’alienazione nei labirinti urbani
Nella sua prima raccolta l’autore calabrese racconta la Grande Guerra ma vista dal basso, leggendola dalla parte degli umili e degli invisibili, quelli che sono la carne da macello della Storia
C’è già tanto dello scrittore calabrese nella sua prima opera in volume, che tratteggia la storia del piccolo borgo, alla quale le vicende del presente danno una nuova modernità
In Calabria lo scrittore nato a San Luca è più nominato che letto, al contrario di quanto avviene in Europa e nel mondo, dove è riconosciuto come un grande del Novecento. Oggi l’ingresso nei programmi scolastici e il (quasi) 70° anniversario della morte offrono l’occasione di riscoprirne l’opera