Al via la produzione di spirulina nella Locride, anche i migranti impiegati nel progetto

VIDEO | Coinvolti nell'iniziativa anche gli immigrati ospiti dei progetti di accoglienza. La pianta è usata come integratore e nelle diete alimentari

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di Ilario  Balì
3 luglio 2020
18:26

È stato definito dalla Fao il cibo del futuro e da poco tempo la sua produzione è partita anche in Calabria. Si tratta dell’alga spirulina, e a Sant’Ilario dello Jonio, nella Locride, esiste uno stabilimento attivo. La pianta di origine vegetale è nota in tutto il mondo per i suoi molteplici effetti benefici sul corpo umano, spesso usata come integratore e nelle diete alimentari. 

«Non è scientificamente un’alga – spiega la biologa Sabrina Cristiano - non trattandosi di una pianta acquatica, anche se si comporta come tale, ovvero svolge la fotosintesi clorofilliana e si ciba di sostanze contenute nell’acqua. È molto più piccola di un’alga ed è unicellulare. È caratterizzata dalla tipica forma a spirale dalla quale mutua il nome. Qui a Sant’Ilario ne produciamo dai 200 a 300 chili mensili, ma dipende dalla stagione. Nei mesi freddi, per esempio, si ha una replicazione più lenta rispetto al periodo estivo e primaverile».

Coinvolti nel progetto anche gli immigrati ospiti dei progetti di accoglienza, portati avanti dal Comune guidato dal sindaco Giuseppe Monteleone. «Sono qui nella Locride da 3 anni – racconta il siriano Mohya – Mi piace lavorare qui con la spirulina. Mi trovo bene con tutti. Arrivo dalla Siria dove c’è la guerra. E qui mi sono trovato bene con tutti».

Giornalista
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