Mare inquinato, Calabria maglia nera: ecco i punti bocciati da Legambiente

Al sud e in particolare lungo le coste del Tirreno, permangono problemi legati agli impianti di depurazione, sempre insufficienti rispetto alla richiesta. Nella nostra regione, 10 i tratti molto inquinanti

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di Redazione
12 agosto 2020
13:10
Un tratto di mare calabrese
Un tratto di mare calabrese

Bilancio critico per le due Golette di Legambiente, Goletta Verde e Goletta dei Laghi, che quest’estate hanno monitorato per più di un mese lo stato di salute dei bacini italiani: la cattiva depurazione resta il principale nemico e abbassa la qualità delle acque. E il report “boccia” anche la Calabria.

Il report Legambiente

Sono 361 i punti totali campionati in 18 regioni e 28 i laghi italiani messi sotto la lente. Il risultato è preoccupante: 1 punto ogni 3 lungo le coste marine e 1 su 4 nei laghi è risultato oltre i limiti di legge per la carica batterica: la maggior parte dei punti critici si trova sul Tirreno e in particolare vicino alle foci di fiumi e canali. I parametri indagati sono microbiologici per la presenza di batteri intestinali come l’escherichia coli: vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “fortemente inquinati” se almeno uno dei due parametri viene superato per più del doppio del valore normativo.

La mala-depurazione

La situazione è preoccupante in diverse regioni soprattutto a Sud, come Campania, Calabria e Sicilia, dove rimangono grossi i problemi degli impianti di depurazione, sempre insufficienti rispetto alla richiesta. Al centro Italia è il Lazio la regione meno fortunata, anche per quanto riguarda gli allacciamenti alla rete fognaria.

Sicilia, Lazio e Calabria maglia nera

I numeri dell'analisi condotta dall'associazione ambientalista consegnano la maglia nera per le acque inquinate alla Sicilia, al Lazio e alla Calabria, dove tre il 58 e il 50% dei punti analizzati da Goletta Verde di Legambiente sono risultati oltre i limiti consentiti per la presenza di escherichia coli, batterio dannoso per la salute, proveniente soprattutto dagli scarichi fognari non passati da un'attenta depurazione. 

I dati in Calabria

Terzultima nella classifica per proporzione tra aree analizzate e punti critici la Calabria, con metà dei prelievi ad alto tasso di inquinamento: su 24 tratti di costa messi sotto la lente, 12 in mare aperto e 12 alle foci hanno il record negativo; 10 in tutto i punti molto inquinati. 

 

Dei 3 i punti indagati da Goletta Verde in provincia di Crotone, tutti sono risultati “fortemente inquinati”: le foci dei fiumi Passovecchio e Esaro, entrambi a Crotone, la foce del canale presso la spiaggia in località Le Castella a Isola di Capo Rizzuto, zona molto turistica. 

 

In provincia di Catanzaro il tratto di costa nei pressi del fosso Beltrame, tra i Comuni di Montepaone Lido e Soverato, è risultato “fortemente inquinato”.

 

Cinque tratti in provincia di Reggio Calabria hanno avuto un risultato negativo: le Sabbie Bianche nel Comune di Brancaleone Marina, la foce del torrente Annunziata nel comunale di Reggio Calabria, Bagnara Calabra, la foce del Petrace a Gioia Tauro e la foce del Mesima a San Ferdinando.

Infine a Vibo Valentia è risultato "fortemente inquinato” il tratto sulla foce del torrente Murria in località Piana di Vadi a Briatico. Una nota positiva: tutti e 6 i punti su cui si sono concentrate le analisi in provincia di Cosenza sono risultati nella norma. 

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