Melito Porto Salvo, la fogna è un colabrodo e i liquami finiscono in strada

La protesta dei cittadini per l'inerzia delle istituzioni più volte sollecitate ad intervenire. Il Comitato: «C'è una grave situazione igienico-sanitaria»

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20 aprile 2020
13:00

Le perdite di una conduttura fognaria a Pilati di Melito Porto Salvo, nel Reggino, sta destando molta preoccupazione tra i cittadini. A farsi portavoce dei loro timori è Vincenzo Crea, referente unico di Ancadic e presidente del “Comitato Torrente Oliveto”.

 

«Pur tenendo conto del particolare e difficile momento che stiamo attraversando, l’Ancadic non può non tenere in considerazione le segnalazioni che le continuano a pervenire da parte di cittadini e che riguardano la salute pubblica.

 

Invero lo scorso 17 aprile alcuni abitanti della contrada Pilati di Melito Porto Salvo mi contattavano telefonicamente informandomi dell’aggravarsi della situazione igienico sanitaria determinata dalla perdita di copiosi liquami di natura fognaria che si disperdono dalla vetusta e corrosa condotta fognaria in più parte bucata, situata sotto l’implacato del ponte stradale al Km. 33+IV della Ss 106, già oggetto di segnalazione da parte di questa associazione alle istituzioni competenti in data 3 agosto 2019, il cui intervento è stato sollecitati lo scorso 14 dicembre, evidenziando fortemente che lo scarico ricade nel centro abitato di Pilati e a pochi metri da una pizzeria.

 

Lo scorso 17 aprile è intervenuta su richiesta la polizia municipale di Melito di Porto Salvo, i cui agenti giunti sul posto intorno alle 11, prendevano atto della grave situazione in atto e interessavano l’Ufficio Tecnico del Comune di Melito di Porto Salvo per l’adozione dei relativi provvedimenti.

 

Dalla eloquente documentazione fotografica e video inviatami via email da alcuni cittadini, le cui abitazioni si affacciano a pochi metri dallo scarico ben sui evince che il processo di corrosione che da tempo si è innescato sulla condotta fognaria ha determinato la formazione di ulteriori notevoli fori lungo la stessa e l’ampliamento di quelli preesistenti, di conseguenza una notevole quantità di liquami non depurati, in parte volatizzati dal vento, si riversa sul sottostante suolo fluviale.

 

Questi liquami da qualche tempo, purtroppo godono di periodo di stagnazione più o meno lungo nell’alveo fluviale e sulla spiaggia con immaginabili disagi per la cittadinanza e potenziali danni all’ambiente e alla salute dell’uomo. Malgrado l’interessamento della Prefettura di Reggio Calabria e della Giunta regionale -Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie Settore numero 9, l’Ente o gli Enti competenti colpevolmente non hanno adottato provvedimenti a tutela della salute dei cittadini.

 

La scrivente associazione ha subito richiesto alle Istituzioni competenti l’adozione degli urgenti provvedimenti a tutela della salute pubblica, agendo, soprattutto in questo particolare momento, sul principio di precauzione non potendo escludere che l’inquinamento potrebbe agevolare la diffusione del coronavirus e tracce dello stesso si potrebbero trovare anche nelle acque non potabili».

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