Catanzaro, otto anni da abusivi nelle loro case a rischio frana e sgombrate

VIDEO | In località Janò i residenti continuano a sentirsi insicuri e lamentanto isolamento. Nel 2010 il dissesto idrogeologico dell'area aveva costretto il Comune ad allontanare 40 nuclei familiari che poi sono tornati

di Luana  Costa
19 novembre 2018
16:16
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Scorreva e scorre tuttora una falda acquifera che attraversa longitudinalmente i terreni di località Janò a Catanzaro. Fronte collinare classificato ad elevato rischio idrogeologico, zona R4, ma sfregiato negli anni Ottanta dal progressivo insediamento di abitazioni abusive. Condonate dall'amministrazione comunale ma non sfuggite al fenomeno di dissesto idrogeologico che otto anni fa ha colpito l'intera area provocando danni e costringendo il Comune a sgomberare circa quaranta nuclei familiari.

 

«Sono stato evacuato dal Comune. Ci hanno portato in albergo ma una volta fuori non sapendo dove andare siamo rientrati a casa», racconta Vincenzo Moniaci, residente della frazione Ianò Rumbolotto. «Nel frattempo sono stati fatti dei lavori e non sappiamo se il terreno è stato messo in sicurezza. Siamo formalmente evacuati ma non ci hanno detto se possiamo rientrare e di conseguenza siamo abusivi in casa nostra con tutti i rischi e i pericoli che ci sono». A distanza di otto anni le ordinanze di sgombero sono ancora valide ma i residenti continuano a vivere all'interno delle abitazioni all'epoca evacuate non senza timore: «Ho molta paura conferma - Ercole Santise - soprattutto quando piove incessantemente io e la mia famiglia ci trasferiamo da mio padre». Abbiamo paura, dicono i residenti, ma non sappiamo dove andare: «E dove andiamo? Abbiamo costruito queste case con grandi sacrifici e ora pagare un affitto non è possibile».

Tra convenzioni e annullamenti dei certificati di ultimazione dei lavori, le attività di consolidamento nel frattempo sono andate avanti tra mille ritardi burocratici: alcuni completati, altri ancora in corso: «Hanno realizzato quattro blocchi in pietra posati sull'argilla e il terreno frana continuamente», racconta Ercole Santise. Oltre cinque milioni di euro suddivisi in tre distinti lotti e destinati ad altrettante frazioni colpite dalla frana ma i residenti continuano a sentirsi insicuri e lamentano isolamento.

 

Luana Costa

 

Giornalista
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