Il reportage

Reggio, l’inferno nei quartieri a Sud della città: tra chilometri di rifiuti e roghi alla diossina

VIDEO E FOTOGALLERY | I residenti esasperati dopo anni di denunce mai ascoltate: «Gettano la spazzatura per strada e appiccano il fuoco a tutte le ore e sotto i nostri occhi. Respiriamo veleni. Viviano segregati in casa» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Anna Foti
9 settembre 2022
16:00

«Non c’è giorno in cui un rogo non sia appiccato per bruciare spazzatura. Avviene sotto i nostri occhi e senza che nessuno, nonostante le nostre numerose segnalazioni, intervenga per evitarlo. Intanto noi respiriamo veleni e vediamo la gente, anche i nostri cari, ammalarsi di tumore. Molti di noi hanno figli».

Sono esasperati e preoccupati i residenti di Mortara e San Gregorio, zone a sud di Reggio Calabria, dove da anni ormai si è creato un altro spazio in cui i diritti sono negati e in cui a governare sono l’inciviltà, l’illegalità e il degrado. Un’altra terra di nessuno, come tante altre ve ne sono soprattutto, ma non solo, nelle periferie reggine. Qui buttare rifiuti di ogni genere indisturbatamente è gesto abitudinario come atto quotidiano è appiccare incendi per smaltire gli stessi rifiuti altrettanto impunemente.


«Fumo, veleni e… tumori. Chi ci tutela?»

«Ogni mattina ci svegliamo con l’odore di bruciato e siamo costretti, anche con il caldo, a stare con le finestre chiuse. Ogni giorno chiamiamo i vigili del fuoco. La situazione è devastante e molto pesante. Respiriamo costantemente fumi che in realtà sono veleni e abbiamo figli anche piccoli. Nessuno interviene e non ci spieghiamo questo stato di abbandono, in una zona dove risiedono tante famiglie e dove, per altro, insiste un mercato. Abbiamo denunciato, segnalato, sollecitato, raccolto firme e depositato anche un esposto in Procura. Ma nulla è mai cambiato. Nessun controllo. Nessuna telecamera. Siamo molto preoccupati anche per la nostra salute. Qui si registra un alto tasso di leucemie e tumori. E se vi fosse un nesso di causalità, chi si assumerebbe questa responsabilità? Chi ci dovrebbe tutelare», si chiedono con fermezza i residenti.

Le strade che diventano discariche abusive

Lo scenario da diversi anni è preoccupante e decadente. Basterebbe soltanto l’odore acre di rifiuti e di bruciato. La strada che costeggia il primo tratto del torrente Valanidi è, su ambo i lati, assaltata da ogni genere di rifiuto, anche ingombrante, e da cumuli di immondizia incenerita e così anche quella che arriva fino al mercato ortofrutticolo, ancora non a norma e dove gli operatori ancora sono in attesa di essere regolarizzati e di lavorare in una struttura dichiarata agibile. Qui le strade smettono di essere strade, percorse in modo sicuro dalle macchine, e diventano sedi di discariche a cielo aperto, sulle quali insistono montagne di rifiuti che ostacolano la viabilità in sicurezza. Qui ad una strada che avrebbe dovuto fungere da collegamento con la zona industriale di San Gregorio non è stato addirittura consentito di essere completata. «Da decenni è ormai nascosta da metri di spazzatura. Non è solo impraticabile ma è anche irriconoscibile. Così al degrado si aggiunge anche la negata possibilità di far defluire il traffico, specialmente dei mezzi pesanti provenienti o diretti verso la zona industriale, che invece si riversa sulla nazionale dove insiste anche una scuola, con tutti i disagi che ne discendono, soprattutto nelle ore di punta. Nel tempo tanti politici e amministratori sono venuti a prometterci che avrebbero ripulito e asfaltato questi 150 metri di strada ma nessuno è stato poi responsabile delle promesse che ci aveva fatto», denuncia il residente di San Gregorio, Giuseppe Diano.

«Da area verde a terra del fuoco»

«Risiedo qui da 41 anni e posso testimoniare che questa periferia è da 10 anni completamente abbandonata. Da zona verde e diventata una terra del fuoco. Un degrado totale rispetto al quale l’amministrazione comunale non risponde e non si assume alcuna responsabilità. Certamente, colpevole è anche la cittadinanza, che butta qui i rifiuti, ma l'Amministrazione non può voltare le spalle in questo modo e lasciare che la comunità sana viva in queste condizioni» denuncia Daniele Nelo, che per creare una zona all’aperto, in cui poter far giocare i figli piccoli per quanto possibile distante da degrado e pericoli, a sue spese ha ripulito l’area che avrebbe dovuto assolvere alla funzione del parcheggio del mercato agroalimentare e che era anch’essa divenuta una discarica.

A San Leo un altro chilometro di spazzatura

Basta spostarsi di poco per rintracciare un altro chilometro di spazzatura che, questa volta non costeggia un torrente ma la SS 106 in zona San Leo. «Un’altra discarica senza fine che genera degrado con una viabilità fortemente compromessa, ma soprattutto con un impatto preoccupante sulla salute della cittadinanza. Come pro loco Reggio Sud noi denunciamo e segnaliamo tutte le criticità che registriamo tra Bocale e San Gregorio e ci appelliamo alle istituzioni perché intervengano ma con i fatti. In questo tratto, come negli altri, chiediamo che si ripulisca e che si vigili, affinché la cittadinanza che sporca sia sanzionata e non si crei nuovamente una discarica permanente come di fatto questa è diventata. Ci sono persone che si comportano incivilmente e generano questo degrado ma ci sono anche tantissime altre persone che, invece, gettano correttamente la spazzatura e pagano i tributi. Queste persone hanno diritto ai servizi e a un ambiente decoroso e sicuro. Ed è per loro che rivendichiamo attenzione e interventi risolutivi», denuncia Concetta Romeo, presidente della Pro Loco Reggio Sud.


Giornalista
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