Regione Calabria, al via 80 espropri per ridurre il rischio idrogeologico

Arrivati a un punto di svolta dopo diversi anni in quanto questi procedimenti hanno subito un ritardo nella definizione e nella programmazione, per Spirlì: «Territorio piu sicuro»

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di Redazione
7 dicembre 2020
11:03

La struttura commissariale per la mitigazione del rischio idrogeologico, capeggiata dal presidente facente funzioni Nino Spirlì, dopo le recenti ondate di maltempo e le critiche situazioni che hanno interessato alcune zone della Calabria, ha avviato diverse procedure di esproprio.

«Sono 80 i procedimenti espropriativi, aperti dall’ufficio del commissario straordinario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Calabria, che dovranno essere completati nei termini perentori previsti dalla legge». Si legge in un comunicato dell’ufficio regionale.


 

 

«Negli ultimi sei mesi  - continua la nota - le attività sono state incentrate a individuare gli interventi che nel corso degli anni hanno subito un ritardo nella definizione delle procedure acquisitive per capirne le ragioni, sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista procedurale, per poi individuare la soluzione tecnico normativa che meglio rispondesse alle necessità, in alcuni casi coadiuvati nelle scelte anche dai responsabili del procedimento presenti sul territorio, segno di una buona pratica amministrativa che coinvolge diverse amministrazioni su più livelli».

 

«È stata effettuata – è scritto ancora nel comunicato – la mappatura delle criticità, l’ufficio del commissario ha provveduto a sollecitare l’acquisizione, al patrimonio degli enti beneficiari degli interventi, di quegli immobili occupati per l’esecuzione dei lavori e per i quali ancora non risulta emesso il relativo provvedimento e, dove è stato possibile, si è avviato nuovamente l’iter espropriativo per definirne la titolarità garantendo il rispetto della vigente normativa in materia e il diritto dei proprietari di essere indennizzati per la rinuncia al loro diritto».

 

«Quindi – prosegue – sono state finalmente avviate le attività relative alla redazione dei tipi di frazionamento delle aree da acquisire, attività che in alcuni casi non era stata prevista nei quadri economici di progetto e resasi necessaria solo in fase di esecuzione dei lavori e per le quali solo dopo la suddetta ricognizione è possibile procedere alla variazione dei quadri economici dei finanziamenti e concludere le procedure catastali in tempi certi».

 

Dotazione di una Task force

 

«Parallelamente – spiega la struttura commissariale –, nell’ottica della trasparenza amministrativa, l’ufficio si è dotato di una propria short list di professionisti qualificati, costantemente aggiornata, cui affidare incarichi professionali di supporto all’attività amministrativa e tecnica, nel rispetto delle norme sugli appalti pubblici».

 

Spirlì: «Territorio piu sicuro»

 

Il presidente Nino Spirlì giudica in modo positivo queste azioni «non solo perché consentono di definire conclusi a tutti gli effetti gli interventi finanziati, sia nella componente lavoro che in quella amministrativa, così da consegnare ai Comuni opere funzionali allo scopo e acquisite al loro patrimonio, ma anche perché soddisfano le legittime aspettative dei cittadini, che potranno vivere in un territorio più sicuro e ottenere il giusto ristoro per il sacrificio che gli è stato richiesto e al quale, molte volte, hanno risposto con buon senso e spirito di collaborazione per la realizzazione di interventi finalizzati alla pubblica utilità e incolumità».

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