Riapertura discarica San Giovanni in Fiore, i comuni sul piede di guerra

L'amministrazione comunale insieme a quella di Caccuri promette battaglia: «Questo territorio ha già dato, bisogna chiuderla e bonificare il sito»

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di Redazione
16 aprile 2020
20:33

L'apertura, o riapertura, di una discarica si porta sempre dietro una lunga scia di polemiche. Non fa eccezione quella di San Giovanni in Fiore, dove l'amministrazione comunale, insieme a quella di Caccuri, ha già promesso battaglia per non permettere la riapertura del sito.

 

«Con riferimento alla riapertura della discarica ubicata in località Vetrano del Comune di San Giovanni in Fiore si legge nella nota dei due comuni del cosentino - le amministrazioni comunali di quest’ultimo e di Caccuri, confermano la volontà congiunta e ferma di non consentire, in modo alcuno, l’ulteriore utilizzazione del sito. Come già ampiamente chiarito a seguito dell’emissione, intervenuta inaudita altera parte , dell’ordinanza della Regione Calabria n. 14 del 20 marzo 2020, i due comuni non hanno alcuna intenzione di modificare la richiesta, reiterata più volte, finalizzata alla chiusura definitiva del sito ed alla sua, consequenziale, bonifica».

 

«Tantomeno è condivisibile l’ordinanza regionale richiamata - aggiungono le amministrazioni comunali - nella parte in cui prevede, ferma la premessa testuale che “il Consorzio Valle Crati presenti all’autorità competente, in via d’urgenza e comunque entro il 10.04.2020, il progetto complessivo del sovralzo del lotto 1 della discarica di San Giovanni in Fiore località Vetrano completo della documentazione necessaria ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio, che comprenda anche il ripristino ambientale dell’intera area adibita a discarica».

 

«Ebbene - attaccano le due amministrazioni comunali - non si vuole assolutamente che sia presa in considerazione la possibilità di alcuna autorizzazione all’esercizio del più ampio progetto di sovralzo, nella consapevolezza, che ciò determinerebbe un intollerabile prolungamento della vita dell’impianto. Si ritiene, senza timore di smentita che, questo territorio, abbia già ampiamente pagato, in termini ambientali ed assolto ogni possibile obbligo e si rimane fiduciosi sugli esiti positivi del confronto iniziato con l’assessore regionale all’ambiente, che ha manifestato grande apertura verso le richieste della comunità e uno spirito profondamente collaborativo con le istituzioni rappresentative delle stesse, il tutto in assoluta armonia con l’intento, da sempre perseguito, delle amministrazioni comunali di essere coinvolte nelle scelte che dovranno, necessariamente, determinare la più volte enunciata chiusura dell’impianto».

 

«Ci si rende perfettamente conto - conclude la nota - della particolarità e della difficoltà del momento eppure, probabilmente, è proprio da ciò che stiamo vivendo e dai grandi sacrifici che si stanno compiendo in nome della tutela del primario diritto alla salute, davanti al quale ogni altro deve, necessariamente, arretrare, che ci si augura possa partire una nuova idea di gestione dei rifiuti, un nuovo approccio alla materia, che guardi, innanzitutto e realmente, la salute pubblica e non utilizzi la stessa, puramente e semplicemente, come motivo da porre a base legittimante ordinanze finalizzate a dettare misure urgenti, come successo nel caso del più volte richiamato atto regionale».

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