Rifiuti Cosenza, 50 milioni di euro inutilizzati: lo scaricabarile di Manna che accusa la Regione

VIDEO | Il sindaco di Rende e presidente dell'Ato lamenta la mancata individuazione da parte della Cittadella del luogo in cui costruire l'ecodistretto. Ma in due anni i Comuni non hanno trovato un accordo sul sito e le risorse restano nel cassetto

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di Salvatore Bruno
27 giugno 2021
20:30

Mette le mani avanti il presidente dell'Ato Cosenza Marcello Manna, rispetto al rischio ambientale determinato nella provincia bruzia dalla mancata realizzazione di una impiantistica pubblica destinata al trattamento dei rifiuti.

Manca l'impiantistica pubblica

La lettera indirizzata nei giorni scorsi dal sindaco di Rende all'assessore regionale al ramo, Sergio De Caprio, ha tutta l’aria di un malcelato tentativo di scaricabarile. La nostra comunità, scrive Manna tra l’altro, deve gestire il servizio di raccolta e smaltimento senza gli strumenti fondamentali: una piattaforma per il riciclo e le discariche per gli scarti.


Ci vuole faccia tosta

«Ad oggi – ha poi concluso la missiva - la Regione non ha ancora deciso a riguardo di una scelta non più procrastinabile. Bisogna decidere subito, senza rimandare ulteriormente. Non possono essere sempre i cittadini a pagare il prezzo più alto per un servizio essenziale non adeguato».

Risorse non spese

Peccato che da oltre due anni, nonostante la disponibilità di cinquanta milioni di euro, diconsi cinquanta milioni, proprio i sindaci della comunità d’ambito di Cosenza non siano riusciti a trovare una intesa sulla località in cui costruire l'ecodistretto, ovvero quell'infrastruttura a basso impatto ambientale e tecnologicamente avanzata da destinare al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, né le relative discariche di servizio.

Provincia non autonoma

Il risultato è che la provincia di Cosenza non è autonoma, per cui i Comuni sono costretti a spendere soldi a palate per costosissime migrazioni di immondizia fuori regione dove sono ben lieti di fagocitare i nostri scarti in cambio di moneta sonante. O, peggio, devono fare i conti con la formazione di discariche a cielo aperto, conseguenza del rallentamento dei conferimenti.

Il commissario ha fallito

In una provincia da 6.700 chilometri quadrati, disseminata a macchia di leopardo, da stabilimenti industriali dismessi e fortemente inquinanti, i sindaci non sono stati capaci di individuare un angolo di territorio nel quale collocare la piattaforma. E non c'è riuscito, questo il rimprovero di Manna a De Caprio, neppure il commissario, nominato dalla Regione nel gennaio del 2020, per l'esercizio dei poteri sostitutivi. Affermazione non veritiera poiché invece il commissario incaricato, Ida Cozza, ha portato a termine il suo lavoro nel novembre del 2020 individuando un sito a Grimaldi a due passi dallo svincolo autostradale.

Lacrime di coccodrillo

Quando la filiera entrerà in crisi, perché succederà, non serve la sfera di cristallo per prevedere che succederà, assisteremo all'immancabile fiume di lacrime di coccodrillo versate in concomitanza con i disagi. E vedremo di nuovo i sindaci implorare il Prefetto e la Regione affinché adottino misure di emergenza per trarli d’impaccio. E si continueranno a perdere tempo e soldi, senza prospettare all'orizzonte uno straccio di soluzione.

Giornalista
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