Rifiuti, da ottobre restano in Calabria ma le discariche non ci sono: nuova emergenza

VIDEO | Tra qualche settimana stop alla possibilità di conferire fuori regione. L'unico impianto in dirittura di arrivo è quello lametino di località Stretto (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
14 settembre 2020
17:55

L'emergenza rifiuti in Calabria è ancora ben lontana dall'essere superata. E lo scrive a chiare lettere la Regione in una nota in cui annuncia l'imminente scadenza dell'efficacia dell'ultima ordinanza contingibile e urgente, quella vergata a luglio dalla presidente Jole Santelli, con la quale la Cittadella si sostituiva nelle funzioni ai cinque ambiti territoriali tentando l'ultima carta del conferimento dei rifiuti fuori regione per salvare l'estate calabrese.  

Competenze ai Comuni

Era il 3 luglio, e a partire dal prossimo 3 ottobre lo smaltimento degli scarti tornerà nuovamente ad essere affare di esclusiva competenza degli Ato dal momento che cesserà l'opera di individuazione di siti extra-regionali da parte della Cittadella. Il cerino, insomma, passa di nuovo in mano agli ambiti territoriali ma in un contesto impiantistico affatto mutato.


Dodici mesi di inerzia

Erano otto i mesi di inerzia finiti all'indice della presidente Santelli che nel maggio scorso e alla prese con la grana rifiuti chiedeva lumi sull'inadempienza degli uffici regionali circa la riattivazione delle discariche pubbliche. Adesso i mesi sono diventati dodici e le responsabilità condivise. Tra poco meno di un mese sugli ambiti territoriali graverà nuovamente l'incognita di una gestione in un sistema però privo di discariche pubbliche al servizio degli impianti di trattamento regionali. 

Discariche ancora inattive

La sintesi dell'attuazione delle due successive ordinanze vergate da Jole Santelli la fa la stessa Regione che se per un verso si attribuisce il merito di aver guadato senza troppi contraccolpi la stagione estiva, d'altro canto non può che confermare l'assoluto deserto impiantistico che lascia ancora una volta in eredità agli ambiti territoriali. "La previsione di utilizzo degli spazi nelle discariche pubbliche non ha avuto esito positivo per la discarica di Castrovillari e per quella di Castrolibero" si legge nella nota che porta la data del 7 settembre. 

Tempi lunghi

Nella discarica di Castrovillari la procedura di somma urgenza avviata dalla Regione si è scontrata contro il diniego all'accesso ai luoghi opposto dal sindaco mentre a Castrolibero nessuna operazione di abbanco è stata possibile per la rilevata instabilità dei versanti. Non meglio è andata con le altre discariche: per quella di Melicuccà la città metropolitana di Reggio Calabria ha esperito la gara per la sistemazione del primo lotto da 90mila metri cubi e i volumi saranno disponibili tra circa due mesi; per la discarica di Motta San Giovanni è in corso di verifica il progetto esecutivo e i volumi, circa 300mila metri cubi, saranno disponibili non prima di dodici mesi; il progetto di ampliamento della discarica di Catanzaro Alli è in fase di valutazione da parte degli enti competenti e i volumi, circa 200mila metri cubi, saranno disponibili, non prima di dodici mesi. L'unica discarica in dirittura di arrivo è la seconda vasca dell'impianto lametino di località Stretto, dove i lavori funzionali al dissequestro risultano in fase di ultimazione e entro la fine del mese si potrà disporre di circa 50mila metri cubi.

La retorica di contrasto ai privato

Alle soglie dell'autunno di discariche pubbliche neppure l'ombra e al netto della retorica, lungamente agitata, di contrasto agli interessi privati, anche la Regione ha infine dovuto piegarsi alla realtà. In sostituzione dei Comuni nella stagione estiva la Cittadella ha individuato volumetrie per circa 50mila tonnellate, la metà dei rifiuti sono continuati a finire però in discariche private. A San Giovanni in Fiore, unico impianto pubblico, sono state conferite circa 25mila tonnellate tra i mesi di maggio e agosto; in quella privata di Celico circa 5mila tonnellate tra giugno e agosto; in quella privata di Crotone circa 10mila tonnellate nei mesi di luglio e agosto e altre 10mila tonnellate sono state imbarcate fuori regione tra luglio e agosto in impianti, seppur non calabresi, ma ugualmente privati. Cinque le procedure di affidamento esperite nel mese di agosto dalla Cittadella, beneficiari sono stati il gruppo Herambiente di Bologna e la società Fmg che gestisce una discarica a Priolo Gargallo in provincia di Siracusa. 

Autunno caldo

Ma il quadro esposto nella nota regionale è tutt'altro che confortante: discariche pubbliche non ancora attivate e quelle private esaurite. Sia la discarica di Celico che quella di Crotone, entambe di proprietà del gruppo Vrenna, hanno comunicato l'esaurimento delle volumetrie disponibili alla fine di agosto. "E' evidente - conclude la nota - che gli attuali assetti organizzativi e gestionali del ciclo dei rifiuti in Calabria non sono in grado di garantire la continuità del servizio pubblico nè tantomeno livelli del servizio adeguati in linea con gli standard nazionali ed europei". La palla passa ora agli ambiti territoriali all'alba di un altro autunno caldo di emergenza.

Giornalista
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