Rifiuti, la rivolta dei sindaci: «Catanzaro non può essere pattumiera della Calabria»

Primi cittadini della provincia riuniti nell'assemblea dell'Ato. Presente anche l'assessore De Caprio che fissa la road mapc. Entro maggio si punta ad aprire la discarica di Melicuccà fino ad allora si sopperirà ancora con Lamezia Terme

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di Luana  Costa
30 marzo 2021
15:45

Le rassicurazioni fornite dall'assessore all'Ambiente, Sergio De Caprio, non sono state sufficienti a chetare il malanimo degli ottanta sindaci della provincia di Catanzaro, riuniti questa mattina nell'assemblea dell'Ato convocata appositamente per dirimere il cortocircuito insorto sulla discarica lametina di località Stretto.

La discarica di Lamezia Terme

L'impianto che, in teoria, sarebbe a servizio della comunità d'ambito catanzarese ma aperta all'uso anche delle altre province calabresi in virtù di una serie di ordinanze adottate dalla Regione. Secondo un report stilato dal settore Ambiente del Comune di Catanzaro e illustrato questa mattina nel corso dell'assemblea la discarica di Lamezia Terme da novembre 2020 al 29 marzo 2021 ha accolto 22mila tonnellate di rifiuti dell'Ato Catanzaro e oltre 10mila da altre province. In particolare, quasi novemila tonnellate provenienti dall'Ato di Reggio Calabria, oltre mille tonnellate da Crotone e 311 tonnellate dall'Ato di Cosenza. 


«Catanzaro pattumiera della Calabria»

«Catanzaro non può diventare la pattumiera della Calabria a causa dei ritardi e delle inefficienze delle altre province». Così ha suonato la carica l'assemblea dell'Ato, capitanata dal presidente, Sergio Abramo, che non ha lesinato critiche: «Siamo stati presi in giro dagli altri Ato e adesso ne paghiamo le conseguenze perchè le altre province continuano a scaricare nell'impianto di Lamezia Terme. Tra trenta giorni arriverà a saturazione la prima buca - ha chiarito ancora Abramo - e il mio dirigente mi conferma che saranno necessari almeno sessanta giorni per realizzare la seconda buca. Vi annuncio - ha detto all'indirizzo degli altri sindaci - che per trenta giorni potremmo avere problemi nello smaltimento dei rifiuti».

Nessuna ripercussione per Catanzaro

E non hanno convinto le garanzie offerte dall'assessore all'Ambiente, Sergio De Caprio, invitato nell'assemblea catanzarese: «Stiamo realizzando la vasca uno - ha dichiarato - e l'impegno della Regione è quello di non determinare ripercussioni dannose per l'Ato di Catanzaro». Il titolare delle deleghe regionali ha inoltre offerto nel corso del dibattito una lunga disamina sullo stato dell'arte in Calabria: «Realizzare una seconda vasca a Lamezia Terme è il primo impegno e sarà raggiunto per non danneggiare l'Ato di Catanzaro. È stato svolto anche un grande lavoro dall'Ato di Reggio Calabria, lì abbiamo una discarica sequestrata, quella di Melicuccà, in una zona su cui doveva essere avviata una bonifica che è stata avviata con grande difficoltà»

L'Ato di Reggio Calabria

«Purtroppo - ha aggiunto l'assessore - la ditta che aveva vinto l'appalto per i lavori di messa in sicurezza si è ritirata, ha interrotto i lavori a metà, sono fuggiti come a Caporetto. Bene, l'Ato di Reggio Calabria non si è perso d'animo ieri ha riferito che entro maggio sono in grado di avviare le attività e la gestione della discarica, che rappresenta il vero problema della Calabria. Avremo ancora difficoltà in questi due mesi ma sopperiremo con l'apertura della vasca uno di Lamezia Terme. Proprio stamattina ho parlato con il sindaco di Motta San Giovanni, anche lì stanno andando avanti le procedure».

L'Ato di Vibo Valentia

«Abbiamo preso conoscenza anche delle attività svolte dall'Ato di Vibo Valentia» ha proseguito l'assessore De Caprio. «È stata individuata l'area dove realizzare l'ecodistretto. Il presidente dell'Ato ha dichiarato che con il supporto di Invitalia sarà realizzata in cinque anni. Troppo tempo, quindi, con il dipartimento stiamo preparando un intervento in cui chiediamo che venga scorporata la realizzazione della discarica e dell'impianto di compostaggio dall'ecodistretto e che vengano realizzati con immediatezza avviando subito le procedure. Se ci sono le condizioni nel sito che hanno scelto che sarebbe Sant'Onofrio, se non ci sono le condizioni in altri siti sulla base delle proposte ricevute dai sindaci della provincia».

L'Ato di Cosenza

«Per quanto riguarda l'Ato di Cosenza - ha continuato ancora l'assessore De Caprio - come si sa lì si era fermi da anni ma siamo riusciti ugualmente a fornire un indirizzo preciso che è stato accolto. È stata accettata la scelta elaborata dal commissario, Ida Cozza, che ringrazio per aver svolto il suo lavoro senza farsi mai condizionare da volontà politiche o da lobby. Il commissario ha indicato un luogo dove non ci sono vincoli escludenti in tutta la provincia di Cosenza e si tratta di Altilia Grimaldi. Qui sono stati realizzati sopralluoghi e hanno accettato questa scelta assolutamente tecnica e non politica, non ideologica. Su questo territorio sorgerà l'ecodistretto, dove però non può essere realizzata la discarica di servizio».

La discarica di servizio

«L'Ato al momento dispone di spazi a San Giovanni in Fiore e a Cassano allo Ionio che continueranno ad essere utilizzati. La Regione fornirà linee guida anche per risolvere questo problema, i geologi hanno stabilito che i banchi di argilla sono i luoghi più idonei per ospitare discariche perchè maggiormente impermeabili. Abbiamo, quindi, chiesto di individuare aree con presenza di argilla e considerata l'urgenza che ha la Calabria, i cittadini e le famiglie della Calabria non i partiti della regione Calabria anche l'impiego di cave esaurite. E anche in questo caso forniremo chiare indicazioni per evitare che prevalga la discrezionalità. Il sito sarà scelto sulla base della qualità del sito non dalla forza politica di una fazione rispetto ad un'altra o delle amicizie di una fazione rispetto ad un'altra. Fermo restando che se ci stanno proposte da parte dei sindaci si privilegia la condivisione a scelte imposte».

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