Salvare il Tirreno cosentino dall'inquinamento: le proposte dei candidati alla Regione

VIDEO | Al dibattito in diretta streaming organizzato dall’associazione Mare pulito e ospitato sul profilo social di LaC News24 hanno partecipato Luigi de Magistris, Nicola Irto, Carlo Tansi, Antonio De Caprio, Franco Iacucci e Sergio De Caprio

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di Francesca Lagoteta
3 aprile 2021
17:30
Un frame del dibattito
Un frame del dibattito

Secondo dibattito organizzato dall’organizzazione no profit Mare Pulito. Il precedente, quello che si è tenuto il mese scorso e che ha visto protagonisti i 21 sindaci della costa tirrenica cosentina, ha già portato a un primo importante risultato: la stesura di un protocollo di intesa (il primo di questo tipo), realizzato dalla Provincia di Cosenza e supervisionato da Mare Pulito, mirato a coordinare un lavoro congiunto tra tutti i Comuni della costa, sul tema dell’inquinamento marittimo. Protocollo che anche l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, ha fatto suo, inviando a sindaci, Capitanerie di porto, Arpacal, prefetti e Forestale, una nota che ne ricalca gli intenti e gli obiettivi.

Un incontro a più voci per discutere dello stato di salute del Mar Tirreno, al quale hanno partecipato i candidati alla presidenza della Regione Calabria Luigi de Magistris e Nicola Irto, il fondatore di Tesoro Calabra Carlo Tansi, il consigliere regionale Antonio De Caprio, l'assessore De Caprio e il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci.

Come sono stati spesi i fondi europei per l’adeguamento dei depuratori? Cosa è stato fatto da questa giunta regionale per migliorare le condizioni del mare? Cosa intendono fare i candidati alla presidenza della Regione, una volta eletti, per far sì che il mare sporco della costa Tirrenica diventi solo un brutto ricordo? Queste e altre domande sono state al centro della nuova tavola rotonda che l’associazione Mare Pulito ha organizzato in diretta streaming su LaC News24 durante la serata di ieri.
Un dibattito sicuramente spinoso, che, a ridosso della stagione estiva e in periodo di campagna elettorale, poteva trasformarsi in una delle solite passerelle politiche. Ma così non è stato. Un dialogo, a volte agitato, altre volte disteso, ma caratterizzato da confronto, ascolto e proposte costruttive, sia a lungo termine che immediate, nella consapevolezza che la soluzione definitiva all’inquinamento marittimo non potrà certo avvenire in tempi brevi.


Sergio De Caprio: «Tante le difficoltà ma qualcosa si sta muovendo»

Davanti ad un vasto pubblico Facebook (quasi 9.000 le visualizzazioni fino ad ora solo sulla pagina LaC News24), Capitano Ultimo ha evidenziato le problematiche incontrate nel corso dell’anno dal suo assessorato, tra tutte, la mancanza di pianificazione preventiva da parte delle forze di sicurezza. Ha inoltre sottolineato le difficoltà dell'Arpacal nell’eseguire tutti i controlli necessari. «Malgrado capacità e impegno - ha rimarcato l’assessore-, la struttura ha un bilancio uguale a quello dell’Arpa Umbria, avendo però 800 km di costa da salvaguardare. Insieme al dipartimento Ambiente e ai sindaci, abbiamo ripianificato e finanziato con dei fondi integrativi il lavoro dei collettamenti, con l’obiettivo di fare uscire i comuni dalle procedure di infrazione. Qualcosa si sta muovendo».

Tansi: «Dotare di gps i camion degli autospurgo»

A contribuire al dibattito con spunti interessanti sono stati anche i tecnici di Mare Pulito, ossia Vincenza Calabrò (docente di prima fascia del dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica dell’Università della Calabria), l’ingegnere ambientale Italo Romano e Renato Rolli, avvocato e professore di diritto amministrativo presso l’Università della Calabria.

I tecnici, hanno a più riprese chiesto quali siano gli interventi concreti che vorranno portare avanti per il mare, qualora venissero eletti.
Ferme restando le difficoltà oggettive nel sintetizzare una linea unica su un tema complesso e vasto, le idee sono state diverse. Secondo Carlo Tansi: «Un piccolo intervento che si può praticare già nell’immediato è di dotare di gps i camion degli autospurgo, che producono molto dell’inquinamento dei mari, poiché raccolgono fanghi inquinanti che spesso sversano illegalmente nei fiumi. Un’idea a bassissimo costo da unire a una progettazione più ampia, ma che permetterebbe già ora di tracciare il percorso dei mezzi, segnalandoli quando e se dovessero avvicinarsi ai corsi d’acqua».

Irto: «Offrire maggiori mezzi ai sindaci»

«Bisogna aiutare i sindaci ad avere una burocrazia che corre e maggiore controllo del territorio - è stata invece la posizione di Nicola Irto -, va bene progettare interventi immediati, ma quello che servirebbe davvero è dare ai primi cittadini la possibilità di assumere più dipendenti e più vigili urbani. Questa maggiore presenza sul territorio darebbe loro una prospettiva a più ampio raggio».

De Magistris: «Responsabilità politiche»

Secondo de Magistris, «un discorso risolutivo può essere fatto solo se stiamo attenti a chi affidiamo la cura della Regione. Soluzioni proposte da chi ha fatto parte del sistema di governo in questi anni, personalmente mi generano qualche perplessità. Ci sono delle responsabilità politiche oggettive e conclamate. Miliardi di euro negli anni sono stati gestiti per risolvere questi problemi, ma la situazione del mare non è cambiata. L’unica via è eliminare - conclude l’ex pm di Catanzaro - l’idea secondo cui il presidente di Regione concede i finanziamenti solo ai sindaci dello stesso colore politico. Un vero presidente di Regione coopera con tutti i sindaci allo stesso modo».

Battelli spazzamare, la proposta di Antonio de Caprio

Infine, l’intervento del portavoce del centrodestra Antonio De Caprio, che ha detto: «Già adesso, insieme all’assessore all’Ambiente stiamo valutando la sperimentazione sulla costa del Tirreno cosentino di due battelli spazzamare. Perché il mare è inquinato non solo dai depuratori, ma anche da altre sostanze che provengono dai corsi d’acqua e che possono essere ripulite da questi mezzi. Inoltre, si potrebbe estendere il protocollo d’intesa che Mare Pulito ha strutturato con la Provincia, anche ai Comuni dell’entroterra, e non solo a quelli della costa».

Temi sicuramente delicati per un problema ormai atavico sulla costa tirrenica cosentina. Ad ogni modo, e questo è l’importante, dal nuovo dibattito è scaturito un risultato sperato: il presidente Iacucci e l’assessore De Caprio hanno deciso di organizzare un incontro in Regione per il prossimo mercoledì, al fine di discutere del protocollo d’intesa lanciato da Mare Pulito e chiarire come mai gli investimenti programmati sul Tirreno cosentino che riguardano la depurazione, nella maggior parte dei casi sono ancora fermi; tenendo presente, inoltre, che per alcuni di questi interventi la Regione è stata addirittura commissariata.

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