Terremoti, Tansi: «La prevenzione è l’unica difesa ma i fondi in Calabria non vengono spesi»

Il candidato alla presidenza della Regione specifica: «Gli edifici sono troppo vulnerabili. Nella nostra regione i finanziamenti ai privati non sono stati neanche utilizzati»

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di Redazione
25 ottobre 2019
16:18
Carlo Tansi
Carlo Tansi

«La scienza sa che, come tutte le faglie attive, anche le faglie della Calabria si muoveranno in futuro; ma non è in grado di sapere dire quando di preciso avverrà. Abbiamo però un unico grande alleato per non morire di terremoto: la prevenzione. Come insegnano giapponesi e americani, ci si può difendere semplicemente costruendo case capaci di resistere ai terremoti». Lo afferma, in una nota, il geologo Carlo Tansi, candidato alla presidenza della Regione.

 

«Un terremoto come quello di Amatrice (magnitudo 6,5) - prosegue - in Giappone o negli Stati Uniti di certo non avrebbe fatto alcun danno né agli edifici né, tanto meno, alle persone. Certamente un terremoto come quello di oggi (magnitudo 4.6) non avrebbero fatto neanche notizia. La prevenzione del rischio sismico è un tema che deve riguardare sia gli edifici pubblici (scuole, ospedali, ecc.) ed infrastrutture (strade e ferrovie), e sia edifici privati. Gli studi fatti sui terremoti che hanno colpito l'Italia negli ultimi anni, hanno permesso di capire che il rischio sismico dipende dalle cattive prassi costruttive che rendono eccessivamente vulnerabili le nostre abitazioni anche di fronte a terremoti di magnitudo non elevata. Molti edifici in Calabria sono vulnerabili perché non sono state rispettate le regole dell'arte del costruire. La scienza oggi offre tutti i mezzi per costruire o adeguare le case in grado di resistere ai terremoti, anche molto forti».

 

 

«Lo Stato ogni anno stanzia attraverso il dipartimento della Protezione Civile nazionale ingenti somme da destinare proprio al miglioramento sismico degli edifici privati ma la Calabria, malgrado l'elevata sismicità, non riesce ad utilizzarle perché la Regione è stata finora sempre molto lenta ed incapace nel controllare le domande dei privati. Solo a titolo di esempio negli anni scorsi è capitato che nell'arco di un triennio a fronte di finanziamenti complessivi di circa 30 milioni di euro destinati ai privati ne siano stati utilizzati circa 500.000 euro, senza sapere poi che fine abbia fatto la parte restante, nella migliore delle ipotesi restituita al mittente a danno dei cittadini».

 

 

«Se sarò eletto - conclude Tansi - una delle mie prime azioni di governo sarà proprio quella di formare un gruppo di esperti capaci di individuare le azioni opportune per mettere a frutto tutte le risorse economiche indirizzate ad abbattere la vulnerabilità sismica degli edifici privati. Altro strumento che lo Stato mette a disposizione è il 'sisma bonus', una detrazione fiscale divenuta molto vantaggiosa concessa sia ai privati che alle società per interventi "anti sismici" realizzati su immobili di tipo abitativo (anche seconda casa) o su quelli utilizzati per le attività produttive, situati nelle zone sismiche (come la Calabria). Nel mio programma di governo regionale ho indicato come, per ridurre drasticamente il rischio sismico, sia necessario applicare altre pratiche fondamentali, finora trascurate, come il tanto pubblicizzato ma mai applicato 'fascicolo del fabbricato', che consente di verificare il grado di vulnerabilità sismica e quindi di censire il livello di vulnerabilità sismica e di sicurezza di ogni edificio, pubblico e privato, mediante l'ausilio di liberi professionisti, come ingegneri, architetti, geologi, geometri». «Percorrendo - conclude Tansi - queste buone pratiche, che avevo avviato con decisione quando ero alla guida della Protezione civile della Regione prima che le lobby di potere mi facessero fuori, la paura per il terremoto sarà solo un lontano ricordo».

 

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