Cosenza, ai partigiani dell'Anpi multa di 400 euro per aver celebrato il 25 aprile

VIDEO | Notificato un verbale da 400 euro alla presidentessa della locale sezione dell'Anpi, Maria Pina Iannuzzi, per violazione delle norme anti-Covid: «Rispettate tutte le norme di sicurezza. Faremo ricorso»

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di Salvatore Bruno
6 giugno 2020
19:34

In largo dei Partigiani, a Cosenza, c'è ancora la corona deposta dall'Anpi il 25 aprile scorso. Il gesto, ripetuto ritualmente tutti gli anni, questa volta è costato caro alla presidentessa della sezione locale dell'Associazione, Maria Pina Iannuzzi: 400 euro per la precisione, riducibili a 280 se la sanzione emessa a carico della giovane attivista, sarà estinta nel volgere di trenta giorni.

La foto apparsa sui social

La multa è stata emessa dagli agenti della Questura. Si sono trovati davanti una fotografia scattata nel pomeriggio del giorno in cui si celebra la Festa della Liberazione. Era pubblicata sulla pagina social del Comitato Prendocasa. Una prova inequivocabile di assembramento non autorizzato in un periodo nel quale ancora vigevano le stringenti misure anticoronavirus.


Divieto di spostamento

Sul verbale si legge a chiare lettere: «Violava le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemiologico lasciando la propria abitazione senza giustificato motivo». Insomma quella cerimonia non era né una questione di lavoro e neanche di salute. Per questo i poliziotti hanno elevato la contravvenzione notificandola all'indirizzo di residenza della Iannuzzi.

Pronto il ricorso

«Una sorpresa sgradevole e inaspettata» dice la presidentessa, intervistata dal nostro network proprio nel luogo in cui la presunta infrazione è stata commessa. «Faremo ricorso perché il presidente del Consiglio aveva autorizzato questo tipo di iniziative, naturalmente con il rispetto delle norme di sicurezza a cui ci siamo tutti attenuti».

I valori della libertà

Maria Pina Iannuzzi ha 36 anni e non ha vissuto l'epopea degli antifascisti. Eppure si riconosce pienamente in quei valori di libertà: «Credo che siano valori fondanti per la nostra Repubblica e per la nostra Costituzione. È un dovere di noi giovani coltivarli con la medesima passione di chi oggi ci consente di vivere in un paese democratico».

Giornalista
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