Calabresi residenti all’estero

In fuga dalla Calabria, Baldino (M5s): «Il centrodestra guardi fuori dal palazzo, servono investimenti»

VIDEO | Per l’esponente pentastellata servono «misure immediate per rispondere all’emergenza attuale ma anche interventi di medio e lungo termine» come quelli riguardati infrastrutture e collegamenti

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di Redazione
18 ottobre 2022
09:32

I dati riguardanti i calabresi all’estero restituiscono l’immagine di una terra in continua migrazione. È la sintesi dell’intervento di Vittoria Baldino, capogruppo Movimento 5 stelle per la I Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni. «Mentre i “Palazzi” della politica romana fanno rimbalzare il nome del bel Paese all’estero, tra veti, minacce, attacchi reciproci, con la riproposizione di una politica attenta a se stessa piuttosto che all’Italia, - scrive la pentastellata - due drammatici dati confermano quanto già denunciato, nell’appena finita campagna elettorale: la fascia ionica vanta il tristissimo primato per cittadini residente all’estero. Il XXI rapporto della Caritas su povertà ed esclusione sociale, a conferma degli ultimi dati Istat, ci dice che la quota dei nuovi poveri rimane sopra il 42%».

In base all’analisi della Baldino: «Quanto questa realtà sia nota alla politica di maggioranza resta da vedere. Per il momento – aggiunge -  il neo eletto presidente della Camera, nel suo discorso di insediamento ha richiamato l’attenzione, come previsto, sul tema dell’autonomia. Se Giorgia Meloni, ad ogni modo, si definisce non ricattabile, sotto ricatto oggi continuano a vivere migliaia di giovani e nuclei familiari, costretti a lasciare la Calabria per le giuste opportunità. Si pensi a Paludi che oggi conta il doppio dei cittadini, costretti ad emigrare all’estero, rispetto al numero dei residenti. Una realtà – evidenzia-  che ho denunciato in campagna elettorale ed è assolutamente inaccettabile, ma che rischia di aggravarsi se non si mette mano presto ai rincari energetici».


Per l’esponente 5 stelle servono «misure immediate, quindi, per rispondere all’emergenza attuale ma anche interventi di medio e lungo termine, come l’ammodernamento della statale 106. Come confermato dal presidente di Unioncamere Calabria, lo sviluppo economico, politico e sociale della Calabria non può non passare da un adeguato ed evoluto sistema di collegamento infrastrutturale materiale e immateriale. La realizzazione delle infrastrutture – conclude - determina creazione di valore e impatta fortemente sulla crescita economica del territorio generando, a cascata, ricadute positive.
A tanto devono affiancarsi maggiori investimenti nella scuola, nella ricerca e nell’innovazione, per fornire gli strumenti e fare scelte consapevoli, adatte al contesto territoriale in cui si vive, aggredendo così il processo di desertificazione di interi territori. Resta, poi, da ultimo, ma non meno importante, il tema dell’accesso al lavoro di qualità, non precario, in linea con le competenze acquisite negli anni della formazione, con una soglia minima salariare di accesso garantita e la possibilità di aspirare ad un assegno pensionistico dignitoso».

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