Marcinelle, bandiere a mezz'asta sul palazzo della Regione

Messaggio del presidente Oliverio nel sessantesimo anniversario della tragedia in cui persero la vita molti calabresi

di Redazione
8 agosto 2016
12:25

Il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, per ricordare l'anniversario della tragedia di Marcinelle, di cui oggi ricorre il 60mo anniversario, ha disposto per oggi, "in segno di memoria e di lutto", l'esposizione della bandiera a mezz'asta sulla sede della Giunta regionale. Ogni iniziativa pubblica, inoltre, che vedrà la presenza dello stesso Presidente e degli assessori regionali sarà preceduta da un minuto di silenzio. Lo comunica l'ufficio stampa della Giunta calabrese.

 

«Ricordare quel dramma, figlio di un fenomeno che nel corso di oltre un secolo ha segnato profondamente la vita di tantissime famiglie meridionali e calabresi - afferma, in una nota, il Presidente della Giunta regionale - significa per noi ribadire un impegno concreto, forte e solenne, che è quello di garantire in Calabria condizioni di sicurezza sul lavoro e creare nuove opportunità occupazionali. La tragedia di Marcinelle -prosegue il Presidente Oliverio- ci offre anche l'occasione per riflettere sulle sofferenze, sui costi umani connessi al fenomeno migratorio ed a guardare con spirito aperto ed inclusivo, senza pregiudizi o atteggiamenti strumentali, demagogici e populisti a quanti, spinti dalla disperazione, dalla fame e dalla guerra, scappano dalle loro terre e sbarcano sulle nostre coste alla ricerca di un futuro migliore e, spesso perdono la vita nel Mediterraneo, annegando insieme alle loro speranze, esattamente come avvenne sessant' anni fa ai nostri corregionali i cui progetti di assicurare a se stessi e ai loro figli una vita migliore, "esplosero" in una miniera di carbone».

 

E ancora, «Ricordare Marcinelle significa, dunque, ricordare a noi stessi, ai nostri figli, alle nuove generazioni che anche noi siamo stati migranti e che abbiamo conosciuto e subito, in una terra "sconosciuta e straniera", le condizioni disumane del lavoro, sopportando enormi umiliazioni e sacrifici. Il ricordo di quel dramma - conclude Oliverio - deve aiutarci a comprendere che nessun popolo, nessun uomo, donna o bambino, deve morire perché respinto, non accolto o rifiutato».

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