L’inaugurazione

Nasce a San Giovanni in Fiore l’Accademia della “pitta ‘mpigliata”, uno dei dolci calabresi più apprezzati al mondo

L'inagurazione è avvenuta alla presenza di un folto pubblico ed ha avuto il sostegno diretto di Fausto Orsomarso, senatore e assessore al Turismo della Regione Calabria, e Gianluca Gallo assessore all'Agricoltura

di Franco Laratta
24 novembre 2022
10:15
Sullo sfondo uno scatto dalla cerimonia di inaugurazione, nel riquadro la pitta ’mpigliata
Sullo sfondo uno scatto dalla cerimonia di inaugurazione, nel riquadro la pitta ’mpigliata

E così alla fine San Giovanni in Fiore ce l’ha fatta: ha inaugurato l’Accademia della “pitta ‘mpigliata”, uno dei dolci calabresi probabilmente tra i più conosciuti e apprezzati nel mondo.

Ovunque ci sono calabresi e silani, il celebre dolce natalizio (ma ora va ben oltre il Natale) non può mancare. Un dolce che fra storia e leggenda, attraversa i secoli, la tradizione e la cultura della gente di montagna.


La leggenda: in una terribile notte di dicembre, alla porta di un casolare sperduto della Sila Grande, bussa un uomo che la tormenta aveva fatto smarrire per ore fra i boschi. L’uomo semiassiderato viene salvato dai contadini che abitavano il casolare. Viene fatto asciugare e poi scaldare al fuoco. La donna gli prepara subito qualcosa da mangiare. Trova in casa noci, uva passa (qualcuno parla di fichi), farina, uova.  Fa un impasto, aggiunge qualche spezia, un goccio di liquore forte fatto in casa, un po’ di miele. Fatto un dolce rotondo lo mette nel forno a legna e dopo mezz’ora lo tira fuori. 

Il giovane sopravvissuto alla tormenta lo divora, trovandolo buonissimo. La notizia del sopravvissuto e del dolce fa il giro dei villaggi silani. Il dolce si diffonde fino al popoloso centro gioachimita di San Giovanni in Fiore.

Ma veniamo alla storia: è stato accertato che in un accordo matrimoniale fra due famiglie sangiovannesi, viene stabilito che sarà cura della famiglia della sposa, fra tutte le altre cose, di portare 50 Pitte ‘mpigliate per il pranzo nuziale, con oltre 300 invitati. L’accordo viene sottoscritto dalle parti davanti al notaio attorno ai primi decenni dell’800. 

Da sempre questo dolce tipico è stato il simbolo della genuinità contadina della gente della Sila. Tanto che col tempo sono nate piccole e medie aziende che ad ogni dicembre lavoravano il dolce. Ma quasi ogni famiglia lo preparava in casa. Molti finivano agli emigrati calabresi all’estero, perfino in America. Di recente è nata un’azienda giovane formata da ragazzi che hanno rilanciato in grande stile la pitta ‘mpigliata: la Dulcis in Fiore. 

Oggi l’accademia, che vede coinvolte istituzioni, imprese, studiosi, associazioni, farà la differenza. Potrà fare del dolce silano per eccellenza un modello di qualità, genuinità e tradizione. Importante il ruolo che potrà giocare il locale Istituto alberghiero nella sua nuova e prestigiosa sede del Centro Florens, con il convitto, cucine e laboratori all’avanguardia, formatori, chef e docenti di prim’ordine. 

La presentazione dell’Accademia è avvenuta alla presenza di un folto pubblico, ed ha avuto il sostegno diretto di Fausto Orsomarso, senatore e assessore al Turismo della Regione Calabria e Gianluca Gallo assessore regionale all'Agricoltura. Presenti e intervenuti: Rosaria Succurro, sindaco di San Giovanni in Fiore e presidente della Provincia di Cosenza; Francesco Cosentini, vicepresidente Cciaa Cosenza; Bruno Maiolo, direttore generale ARSAC e tanti altri studiosi ed esperti. Emilio Vaccai, avvocato e appassionato di cucina, è il presidente della neonata Accademia della Pitta 'mpigliata.

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