Rischio sismico, la Regione presenta tre nuovi bandi

Gli avvisi pubblici riguardano gli interventi su edifici scolastici, strategici e privati, per un ammontare complessivo di risorse pari a 50 milioni di euro

24 novembre 2016
21:19

Il Presidente della Regione ha incontrato stamani, nella Cittadella regionale, numerosi sindaci calabresi per illustrare i nuovi bandi legati alla prevenzione del rischio sismico. All’incontro erano presenti anche l’assessore alle Infrastratture Roberto Musmanno e al Sistema della Logistica Francesco Russo.

 


I tre bandi, da oggi disponibili sul sito della Regione, riguardano gli interventi su edifici scolastici, strategici e privati, per un ammontare complessivo di risorse pari a 50 milioni di euro.

 

«Le prossime finanziarie del governo – ha dichiarato il presidente della Regione Mario Oliverio - daranno certamente risorse aggiuntive a questo tipo di interventi di cui la Calabria ha forte bisogno. Nel complesso contiamo di ottenere circa 400 milioni di euro, oltre alle risorse del Por. Ma il problema che abbiamo ora è di metterci all'opera per non farci trovare impreparati. Stiamo affrontando il problema, fondamentale per l'utilizzo delle risorse, derivante dalla progettazione di questi interventi da parte dei comuni, perché in passato abbiamo riscontrato un grave limite in questo senso che ha fatto perdere importanti opportunità.


Bisogna anche dare una forte accelerata ai Piani di Protezione in quanto nei prossimi quattro mesi dobbiamo essere in grado di superare i ritardi attuali. Non possiamo permetterci, viste le condizioni di rischio che ha il nostro territorio, di non rispettare questa tabella di marcia. A questo legheremo delle condizionalità per l'accesso alle risorse, come leva sulla quale agire, affinchè non prevalgano pigrizie ma si possano recuperare, insieme, i ritardi accumulati nel corso degli anni».

 

Il Presidente Oliverio ha anche parlato dell’importanza di riqualificare il territorio calabrese: “Quando noi parliamo di consumo zero del nostro suolo non vogliamo deprimere l'economia ma pensiamo, piuttosto, che lo sviluppo sostenibile, alimentato dalla riqualificazione e dal recupero, invece che dal consumo, sia un dovere imprenscindibile a cui siamo chiamati tutti. Per questo deve crescere una cultura diffusa tra gli amministratori ed i cittadini e un rapporto diverso con il proprio territorio. È una sfida culturale prima ancora che di carattere economico e di interventi strutturali. Dobbiamo agire con più determinazione e più coraggio perché quando non si assumono condotte coerenti c'è sempre qualcuno che paga il conto. Lavoriamo insieme per utilizzare bene le risorse sull'adeguamento sismico e la sistemazione idrogeologica e dare risposte di sicurezza al territorio».

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